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[Photo-Reportage]: MINISTRI + The Fire – Maximum Rock Festival, Novara, 23 luglio 2011

È il terzo e penultimo giorno del Maximum Rock Festival, e oggi tocca ai Ministri e ai The Fire scatenare e incendiare Novara.

Durante il pomeriggio si esibiscono alcune band emergenti (What e funk?, Viola e Mescalina, Rego Silenta, Il duello), per poi lasciare spazio agli attesi The Fire.
La voce di Olly è impeccabile come sempre, una voce degna di nota, ma si dilunga troppo in battute e chiacchiere (a volte fuori luogo) con il pubblico. Comunque, il risultato è un bel concerto rock, fatto di canzoni che ti fanno venire voglia di ballare e motivi che, una volta ascoltati, è difficile togliersi dalla testa. Così vengono salutati da cori e applausi mentre lasciano posto per l’ultima band.

E quando dal buio del palco non ancora illuminato si intravedono le giacche sceniche dei Ministri, le cinquecento persone che sono lì ad attenderli cominciano a scaldarsi. Il tempo non promette nulla di buono date le nuvole nere sopra le nostre teste, ma poco importa. Eccoli, e allora che inizino le danze (e il pogo) con un brano che sfida il maltempo: “Il sole (è importante che non ci sia)”.
Tutte le canzoni in scaletta vengono intonate a gran voce dal pubblico, che resiste imperterrito alla pioggia che cade per l’ultima buona mezz’ora di concerto; un pubblico che emoziona i suoi beniamini cantando da solo un’intera strofa di “Noi fuori”.
Quello dei Ministri è uno show di puro rock incazzato, un concerto martellante, dai ritmi paurosi specialmente per la band: Fede suona con il mignolo sinistro ko, correndo a farsi anestetizzare dal ghiaccio spray ogni due canzoni, e le pause sono tirate al massimo, in modo da finire la scaletta senza tagli causa pioggia.
I Ministri hanno energia da vendere, e allora vai di stage diving per Divi, che canta e nuota su quelle mani che lo tengono a due metri da terra. Dopo un’ora e mezza di concerto ci si rende conto che dei Ministri non ci si stanca, che si vorrebbe ancora un po’ della loro musica, del loro show, della loro sfrontataggine.
Il concerto finisce con una canzone che ha il sapore di un saluto triste e dalla voce rauca: “Abituarsi alla fine”, il cui finale è in puro stile punk, con strumenti picchiati a terra e suonati brutalmente.

I Ministri sono una band che bisogna ascoltare dal vivo per capire e sentire la grinta e il talento che hanno. Allora spazio alla musica alternativa italiana, quella che spacca e che vuole farsi sentire; quella vera, che canta rabbiosa tutto ciò che non và; quella che se ne frega e che ci lascia a bocca aperta e in attesa di un altro live.

a cura di Neluma Skull

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