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Polyclinics – Il Volto Del Canguro

2011 - Autoproduzione/Miseria Records
rock/alternative/electro

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Tracklist

1. Quellochevienequellocheè
2. Quella
3. Ponte A Idrogeno
4. Blues Busters
5. Scisma
6. Piove
7. Formiche
8. Jessica Rabbit
9. Electribe
10. Curami

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Polyclinics è un nuovo progetto musicale messo  in piedi da Fabio Gallato, Alberto Pileri, Elia Pileri, Carlo Bello e Johwanny Johns. Da poco hanno dato alla luce il loro primo disco dal titolo “Il volto del canguro”, registrato presso la Miseria Records.

Il volto del canguro sono dieci canzoni che spaziano dall’electro body music di Quellochevienequellocheè, alle schizofrenie compulsive di Jessica Rabbit, passando per il rock più classico di Ponte a idrogeno e Formiche. Presente anche la cover di Curami dei CCCP, tributo visionario a Giovanni Lindo Ferretti, per “non cambiare mai”.
Da un ascolto accurato di queste dieci canzoni, sorgono i tre elementi positivi del gruppo: la simpatia, l’intelligenza e la volontà.
La simpatia è intrinseca in questi cinque ragazzi di Padova. Sono goliardici perché sanno prendersi in giro e prendere in giro. L’intro del disco è un lungo decalogo di generi e parole in libertà per descrivere il gruppo. La già citata Jessica Rabbit è un delirio tragicomico sull’uomo gonfiabile, una perversa allusione ai vizietti dei giovani. I Polyclinics non si prendono molto sul serio e raccontano con storie moderne le metafore, il ghigno beffardo e l’estremizzazione di ruoli sociali che abbiamo ormai imparato a riconoscere. Tutto questo con stile e cervello: proprio l’intelligenza è il secondo valore di cui bisogna parlare.
L’intelligenza sta nell’essere comici, ma con misura, nel saper confezionare un prodotto ben suonato e allo stesso tempo non troppo impegnativo. L’intelligenza sta nel trovare un pezzo quasi strumentale come Piove e poi, subito dopo, la carichissima Formiche. Unire magistralmente un sound violento a parti più ritmiche e orecchiabili. L’intelligenza consiste nell’essere maghi, non pagliacci. Polyclinics è uno spettacolo dove cinque loschi elementi vi stupiranno con le loro magie e i loro racconti.
Tutto questo con una forte volontà. Il Volto Del Canguro trasuda di volontà. La volontà di prendere ispirazione e forza da tantissimi generi e correnti diverse, e dominarli con un proprio modo di fare. L’esperimento è assai arduo ma il gruppo ci riesce quasi sempre in modo più che egregio. In questo disco si trova l’elettronica teutonica, il rock stravagante e il punk più scanzonato. Tutto questo, preso elaborato e riproposto dal gruppo.
Con la sapiente miscellanea di questi tre elementi, Il Volto Del Canguro è uno degli esordi più interessante del 2011. Tra le canzoni che rappresentano lo spirito del gruppo si consiglia caldamente l’ascolto di Ponte A Idrogeno e Jessica Rabbit, sicuramente le più riuscite.
Tuttavia c’è da dire una cosa: questo disco è un contenitore pieno di idee, sperimentazioni e sonorità che si reggono in piedi e sopravvivono grazie al filo conduttore che rende i pezzi collegati l’uno all’altro. Questo filo però è sottile e col tempo rischia di rompersi. Sarà compito del gruppo trovare una direzione ed una via da seguire per evitare di lasciarsi andare in un caos musicale senza eguali rischiando di rovinare una probabile “carriera” artistica interessante e ricca di sviluppi. Forse è proprio questo l’elemento X che aggiunge qualcosa in più al disco: la pazzia. E’ difficile capire dove finisce la consapevolezza ed inizia la confusione. Tuttavia, questo ed altri dubbi che possono assalire l’ascoltatore non fanno altro che buttare più pepe sulla produzione e aumentare il numero di ascolti.

I Polyclinics si ergono con rumore e potenza.  Hanno tante cose da dire e Il Volto Del Canguro è solo la prima tappa. A voi il compito di non guardare dall’altra parte e porgere loro l’orecchio.

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