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[Photo-Reportage]: FLOGGING MOLLY + Street Dogs – Carroponte, Sesto San Giovanni (Mi), 17 agosto 2011

In un mese come Agosto, sempre avaro di concerti in città, il festival del Carroponte a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, si propone come un’ottima occasione per smentire il tutto ed invertire la rotta.

Nessun palco a lato di un bancone da pub pieno di pinte di Guiness, nessun breve set inserito in qualche festival, ma un concerto da headliner per i Flogging Molly, stasera, sotto le ingombranti, bizzarre, coreografiche e anche nostalgiche strutture che una volta tenevano in piedi il lavoro e che lo stesso Dave King, voce e leader del gruppo statunitense ha elogiato durante il concerto.
Prendete una calda serata di questo strano agosto che sta riversando la sua parte più afosa nella seconda metà dei suoi giorni, prendete tutto il calore che si potrebbe respirare in un incandescente pub irlandese in una fredda giornata autunnale riscaldata dall’alcol che scorre velocemente nelle vene, in entrambi i casi i losangelini Flogging Molly promettono sudore e divertimento. La band del rosso, nativo irlandese, Dave King (emigrato giovanissimo negli States ed ex cantante di Fastway e Katmandu) approda al Carroponte di Sesto San Giovanni, una serata dopo l’avvento dei NOFX e fa incetta di consensi dopo il breve set offerto sempre a Milano in Giugno al Rock in Idrho.
Carroponte,un festival che ancora una volta si distingue, oltre per la location, per l’ottima organizzazione, sia nella parte prettamente musicale(orari rispettati al secondo) che per la parte più ludica e gastronomica, punti merchandise e cibo ottimamente disposti ed efficienti.

Con ancora gli effetti post-ferragostani nell’aria, l’atmosfera è di tutta rilassatezza e divertimento, già a partire dall’apertura affidata agli Street Dogs, band bostoniana capeggiata da Ian Mc Colgan, primo cantante dei Dropkick Murphys che nel 2002 ha messo in piedi una propria formazione con all’attivo già cinque album, con l’ultimo omonimo uscito l’anno scorso. Il set dura quasi un’ora, a colpi di street punk diretto ed anthemico con Mc Colgan che si prodiga nel coinvolgere il pubblico, facendosi apprezzare anche nei pezzi più lenti ed irish fino al finale di Fighter mischiata a Guns of Brixton, omaggio ai maestri Clash.

Puntuali, come da copione, i Flogging Molly, questa sera, hanno la possibilità di proporre una selezione più ampia della loro discografia, dopo l’aperitivo offerto al Rock in Idrho del Giugno scorso prima dei Foo Fighters. Come sempre Dave King, impeccabilmente vestito, è un trascinatore nato, non risparmiandosi in energie, parole e ringraziamenti( ne ha per tutti: la moglie Bridget Regan seria e concentrata violinista al suo fianco, i NOFX di Fat Mike che hanno suonato la sera prima ma fermi a Milano e presenti nel backstage, a cui dedicano Revolution e Selfish Man, la mamma, ” l’italiano ” Trapattoni, ct della nazionale di calcio irlandese e naturalmente il pubblico presente). Con un occhio di riguardo per l’ultimo disco Speed of darkness, uscito in primaverae proposto ampiamente(Speed of Darkness, Revolution, Don’t shut em’down, Saint & Sinners, Oliver Boy), la scaletta pesca lungo la quindicennale carriera del gruppo di Los Angeles, che con il tempo si è guadagnato la fama mondiale tra i migliori gruppi irish-rock, soprattutto grazie alla carica naturale dei loro concerti ed a una maturazione artistica evidente a distanza di otto anni , quando li vidi per la prima volta sopra ad un palco.
Il loro sapiente amalgama di elettro ed acustico gioca tra la contrapposizione di momenti di totale assalto folk/punk come nelle più vecchie Swagger, Devil’s dance floor, Salty Dog(dal primo album “Swagger”,2000), Drunken Lullabies, Rebels of the Sacred Heart e l’inno What’s left of flag dal loro piccolo capolavoro “Drunken Lullabies”(2002), Requiem for a dying song dal più
recente “Float”(2007) dove il pubblico si scatena in una bolgia quasi infernale e sognanti ballate come So Sail On, The worst day since yesterday e la country/folk Factory Girls(in studio cantata insieme a Lucinda Williams) con il violino, il banjo suonato da Robert Schmidt e la farfisa di Matthew Hensley che si impossessano della scena e fanno respirare.
Dave King si agita e accenna i tipici passi di danza irlandesi, brinda e regala lattine di Guiness, scherza con il pubblico, andando a scovare bandiere e le loro t-shirts tra cui quelle dei suoi amati Ac/Dc(non è un caso che prima dell’inizio del concerto venga sparata It’s a Long Way to the Top), coaudiuvato dal bassista Nathen Maxwell, il chitarrista in “black” Dennis Casey e il prossimo papà George Schwindt alla batteria.
Il finale è tutto per Float, canzone del penultimo album ma entrata in pianta stabile tra i bis, molto amata da King, esortazione a rimanere a galla in periodi economicamente duri come questi, con il mondo in mano a pochi speculatori finanziari e la scatenata Seven Deadly Sins dal poco acclamato “Within a mile of Home”(2004 ) a cui spetta il compito di chiudere degnamente le danze, con il gruppo sentitamente colpito dall’accoglienza ricevuta in questa calda notte di metà estate.

A questo punto, con i NOFX, presenti e nascosti, la ciliegina sulla torta ad un concerto sentito e già straordinario di suo, poteva essere una jam tra i due gruppi che purtroppo non si è avverata. La serata è stata, per una volta, tutta per i Flogging Molly. Meritata.

a cura di Enzo Curelli

foto di Neluma Skull

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