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[Photo-Reportage]: FUCKED UP – Circolo Magnolia, Milano, 22 agosto 2011

Era da un mese che tenevo d’occhio la data del 22 agosto. Non volevo assolutamente perdermi il concerto dei Fucked Up.Avevo scoperto questa band canadese con l’uscita di “Chemistry of Common Life“, ero stato letteralmente stregato dal loro sound potentissimo, ma allo stesso tempo non banale, etichettati troppo facilmente come band hardcore.
Dunque arriva la serata tanto attesa.

Il caldo di questi giorni e l’umidità che ti si appiccica addosso fanno tentennare la voglia di uscire…penso alle malefiche zanzare del Magnolia… e la voglia scende ancora di più.
Poi ci ripenso e con un “mava*******o cosa sto in casa a fare? Siamo in pieno agosto, non c’è anima viva in giro, anche il baretto sotto casa è chiuso per ferie”,
Prendo macchina e macchina fotografica e schizzo sulle strade deserte in direzione Idroscalo, sicuro che se non fossi andato me ne sarei pentito a vita.
La serata, sarà il caldo insistente che non demorde nemmeno alle dieci di sera, comincia con lentezza. Quasi a voler schivare l’afa!
Anche le zanzare probabilmente hanno caldo e non sono così voraci.
Salgono sul palco i Labrador ad aprire la serata. Trio in bilico tra i nostrani Ministri e Weezer. A tratti ruvidi, a tratti melodici e gigioni.
Tutt’altra musica ci spiattellano in faccia i Seditus. Hardcore brianzolo, incazzato, con un cantantea dir poco tarantolato. Nulla in confronto però, a quello che accadrà da lì a pochi minuti.
Ed ecco i Fucked Up salire sul palco, troppo piccolo per contenere i 6 membri della band e la loro poderosa musica.
L’attenzione si concentra subito tutta sul front man. Ha energia a valanghe. Il “suo” palco non si limita ai pochi metri dello stage. Diventa la platea. Diventa il Magnolia, per intero. Il cavo microfono è come un guinzaglio, e fidatevi, molto lungo.
Ostentando con orgoglio la sua pancia nuda, si arrampica a cantare sul telaio del palco, corre ad “importunare” chi, mentre stanno suonando, polleggia giocando a calcetto. Sul palco si consuma la musica.
E’ un dispenser di abbracci, strette di mano, amore ed energia positiva. Il microfono è generosamente prestato al pubblico per i cori.
Il sudore che gronda a valanghe ha spazzato definitivamente via l’afa. Incredibile a dirsi, ma si respira.

Musica eccellente, divertimento a mille, pubblico entusiasta. Senza troppi complimenti il più bel concerto del 2011.

a cura di Mario Carina

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