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Liturgy – Aesthethica

Liturgy – Aesthethica
2011 - Thrill Jockey
post/black/metal

Tracklist

    1. High Gold
    2. True Will
    3. Returner
    4. Generation
    5. Tragic Laurel
    6 Sun of Light
    7. Helix Skull
    8. Glory Bronze
    9. Veins of God
    10. Red Crown
    11. Glass Earth
    12. Harmonia

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I Liturgy sono una band strana, non allineata, e per questo semplice motivo già ci piacciono. Il loro obiettivo dichiarato è di fare del sano terrorismo sonoro (e concettuale) negli ammuffiti ambienti black metal, movimentandone gli attributi con delle robuste iniezioni di derivazione hardcore.

Puntando alla sintesi, il sound del quartetto newyorkese potrebbe essere descritto come un’ipotetica fusione fredda tra Immortal e Protest The Hero, con una verve per certi versi simile ai contemporanei Krallice.
Questo Aesthethica, loro secondo album, è prototipico di questo spirito anticonformista sin dalla copertina, dove un bianco latte, antitesi dell’ortodosso nero, fa da sfondo a due croci, tradizionale e ribaltata, in una contrapposizione schematica e allegorica che è insieme gioco degli opposti (yin-yang) e satira religiosa.
Dato conto del contenitore, il contenuto sonoro è un’inquietante, instabile raccolta di brani nevrotici e irrequieti, che, come detto in apertura, utilizzano strumenti espressivi e atmosfere tipiche di certo post-core (quello muscolare, tecnico e ipersaturo di suoni) in un contesto tipicamente black metal, palesato soprattutto dal lancinante screaming di Hunter Hunt-Hendrix.
La ricetta dei Liturgy è di quelle anomale e pericolose da assumere senza adeguata preparazione, e di certo non risulterà molto gradita ai puristi dei generi, ma gli ascoltatori più open-minded possono certamente trovare spunti interessanti nelle fredde cascate di riff di True Will, Tragic Laurel, Red Crown, per citare tre buoni esempi, di una tracklist forse fin troppo nutrita e carica (il difficilmente digeribile esperimento corale di Glass Earth).

Nonostante alcuni elementi indubbiamente migliorabili, alcune caratteristiche ancora da smussare e integrare meglio nel proprio impasto sonoro, Aesthethica è un lavoro senza dubbio interessante, a cui dare un ascolto, non fosse che per la sua ambizione e volontà di essere altro, un’alternativa al conformismo e all’ortodossia metallica estrema.

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