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And So I Watch You From Afar – Gangs

2011 - The Richter Collective
math/rock

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Tracklist

1.BEAUTIFULUNIVERSEMASTERCHAMPION
2.Gang (starting never stopping)
3.Search:Party:Animal
4.Billion People all Alive at Once
5.Think:Breathe:Destroy
6.Homes - Ghost Parlor KA -6 to…
7.Homes - …Samara to Belfast
8.Lifeproof

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“Gangs” è il secondo album dei math-rockers nord-irlandesi And So I Watch You from Afar, nel quale la band dimostra con ampio dispiego di mezzi la grande comunicatività insita in un genere troppo spesso derivativo, ostico e scarsamente orecchiabile.
Il merito di questo successo sta nella volontà di mettere da parte ogni astratto intellettualismo, per concentrarsi invece sull’aspetto più immediato e coinvolgente del loro sound, mai così potente, votato alla tecnica e alla velocità.

Di primo acchito pare un allontanamento dai classici stilemi math, ma la vicinanza a band quali 65 Days Of Static, Explosions In The Sky o Battles è ancora ben percepibile, anche se ulteriormente immersa in un calderone di influenze e sperimentazioni, che coprono un ampio ventaglio di generi, dal post-core à la Pelican ai Mogwai, passando per un onnipresente sottotesto classic rock che rimanda all’operato pionieristico di certi Led Zeppelin.
Un disco strumentale in cui non si sente la mancanza di cantato (che compare solo nella poppeggiante “7 Billion People All Alive At Once”, prova della riuscita saturazione dello spettro sonoro da parte degli strumenti, utilizzati dai ragazzi di Belfast in continue ricombinazioni stilistiche che non conoscono definitivi approdi, ma solo continui, fluidi passaggi quasi da jam session.
Le otto composizioni presenti sono eterogenee nelle espressioni ma omogenee nelle intenzioni, con l’opener “BEAUTIFULUNIVERSEMASTERCHAMPION” che spicca per freschezza e impatto frontale quasi metallico (Dysrhythmia?), le continue elaborazioni chitarristiche di “Search:Party:Animal”, oppure la deriva folk di “Think:Breathe:Destroy”.

“Gangs” è un lavoro difficile da raccontare e racchiudere nello spazio della parola scritta, un disco mutevole e inafferrabile, nella sua continua tensione dinamica, che non fa nulla per nascondere le sue aspirazioni artistiche e la sua completa e assoluta libertà stilistica, e che impressiona positivamente per l’alto livello di competenza e maturità raggiunto dalla band.
Un ascolto ricco di spunti di interesse, che sa essere accattivante e orecchiabile senza cedere un minimo della sua alta densità concettuale.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=NR6j7yLltfw[/youtube]

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