Interviste

Intervista a OLIMPIA ZAGNOLI

Olimpia Zagnoli, artista ventisettenne, nata a Reggio Emilia, lavora e vive a Milano. I primi ad accorgersi di lei sono, stati il New York Times e il NewYorker con i quali collabora come illustratrice. Presto il suo nome ha iniziato a girare il mondo ed anche l’Italia le dedica i giusti spazi…finalmente.
Eclettica, versatile e poliedrica, Olimpia è anche una grande appassionata di bella musica e proprio quest’anno ha collaborato con Rolling Stone per un simpatico e colorato progetto e con due giovani band italiane, mettendo la sua firma dietro agli artwork dei loro dischi. Quale occasione migliore per fare due chiacchiere con lei, parlando solamente di musica e arte legata ai dischi…

Una volta era uso domandare, come se non esistessero altri gruppi: Beatles o Rolling Stones? In base alla risposta qualcuno si prodigava a cercare di capire anche il carattere di una persona…Ora ti chiedo, nell’arte visiva(LP cover, look, video, film)…tu cosa scegli Beatles o Rolling Stones?
Dal punto di vista visivo credo di potermi sbilanciare e dire Beatles, nonostante i Rolling Stones abbiano un’estetica molto riconoscibile e sensuale, a cominciare dal logo. E’ difficile però battere dei capolavori visivi come Yellow Submarine illustrato da Edelmann, le divise di Sgt. Pepper, i fiori al collo del periodo indiano, la mela verde, i baffi di Ringo, il font di Magical Mistery Tour e le suggestioni estetiche dei loro testi.
…e musicalmente?
Considerando il fattore affettivo, le carriere solistiche dei singoli componenti e cercando di fare un’ analisi complessiva, allora forse direi Beatles. Ultimamente però in questa casa si osserva il culto di Keith Richards.

Quest’anno hai avuto modo di cimentarti con la realizzazione di due cover album per due gruppi italiani: Green Like July e Ex-Otago. Come è avvenuto l’incontro con i due gruppi e come sono nate le copertine(…particolare ed inusuale quella dei Green Like July)?
In tutti e due i casi ho cercato di parlare molto con il gruppo, ascoltare i pezzi attentamente e capire cosa volevano comunicare.
Gli Ex-Otago volevano raccontare la natura critica e di denuncia dei nuovi testi attraverso un’ immagine d’effetto e riassuntiva. Abbiamo fatto molte prove finchè non siamo arrivati ad una donna che ascolta una foglia. Per i Green Like July invece mi sono concentrata molto sui riferimenti estetici che i pezzi evocano e il loro inequivocabile richiamo all’ America. Ho fatto una lunghissima ricerca tra vecchi libri di cucito, archivi di musei e mercatini fino ad elaborare una grafica che avesse lo stile tradizionale che cercavo, ma allo stesso tempo un disegno fatto su misura per loro.

Hai avuto anche l’opportunità di girare un video da regista. Come è andata?
Molto bene. E’ stato un lavoro lungo ma soddisfacente. Tra le riprese e l’uscita
effettiva del video sono passati quasi due anni. Ho cercato di raccontare una storia, nonostante la povertà di mezzi e capacità (non avevo mai girato o montato un video prima). Spero di esserci riuscita in qualche modo e di avere presto l’opportunità di cimentarmi in qualcosa di nuovo.

Mai pensato alla fotografia(magari sì…e io mi sono perso qualcosa)?
No. Mi piace guardare le vecchie foto e mi piace registrare quello che faccio attraverso esse, ma non ho mai avuto particolari slanci artistici in questo campo. Mio padre mi ha insegnato dell’esistenza del diaframma, ma a parte questo non so nulla.

Come è nata l’idea dell’inserto sul mensile Rolling Stone? Hai avuto carta e pennello liberi?
L’idea di creare una versione di Rolling Stone per bambini è nata da Michele Lupi e da Studio Fantastico. Quando mi hanno proposto di illustrare “Rolling Stone Kids
ero contentissima, vista la materia e il suo pubblico. Mi sono molto divertita e mi sono sentita libera di fare quello che volevo.

Anni ’70: l’arte giocava a braccetto con la musica(copertine vinili, poster e manifesti-hai avuto modo di disegnare l’ultimo”balla con i cinghiali 2011″-), credi che si sia perso molto in questi anni … c’è spazio per recuperare o appartiene tutto al passato?
Forse, a differenza di un tempo, non tutti si possono permettere di avere delle collaborazioni di altissima qualità come avveniva una volta. Credo però che ci siano degli abbinamenti tra arte e musica molto efficaci anche ora. Mi viene in mente per esempio il lavoro di Jonas & Francois per Justice e Audio Bullys, alcune cose di Roman Coppola o il recente intervento video dei Ragazzi della Prateria per il tour di Jovanotti. Non tutto è perduto, anche se non sono più gli anni 70.

Copertina rock preferita?
Mi piace molto “Odessey and Oracle” degli Zombies e “Disraeli Gears” dei Cream. Come singoli, il 7″ di “Baby i love you” fatta dai Ramones. E poi naturalmente il White Album.

Copertina più brutta in cui ti sei imbattuta?
Schoolboys in Disgrace” dei Kinks, illustrata tra l’altro da Mickey Finn dei T.Rex. Anche “Cloud Nine” di Harrison è piuttosto brutta. Detto questo, credo che le copertine orribili abbiano un loro fascino, soprattutto se il disco che contengono è bello come in questi due casi.

Artisti e album musicali preferiti?
T.Rex – The Slider
The Kinks – Part One Lola Versus Powerman And The Moneygoround
Big Star – #1 Record
Phil Spector – Back to Mono

Quando lavori ascolti musica?
Sì, mi piace molto ascoltare le colonne sonore.
In questi giorni sto ascoltando quella di Xanadù degli Electric Light Orchestra e quella di Percy dei Kinks.

Ultimo concerto visto?
Francesco Guccini con mia nonna l’altro ieri.

Dovessi scegliere un cantante/gruppo straniero con cui collaborare su chi punteresti e perchè?
I Kiss. Perchè sono i Kiss.

A cosa stai lavorando ora?
Sto facendo illustrazioni per libri, riviste e biscottifici.
Non sto facendo la spesa da molti giorni.

a cura di Enzo Curelli

www.olimpiazagnoli.com

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