Il Venerdì

Il Venerdì di ImpattoSonoro #47: Uccidere gente col treno, ovvero arridatece Kurt Cobain!

Si incazza, e continuerà ad incazzarsi questa impaziente rubrica dedicata fondamentalmente al nulla. Perchè dopo una settimana e più di fatica, abbiamo bisogno di oziare, parlare di cose di cui parleremmo in un qualsiasi bar sport globale, o seduti su una panchina tra una trentina d’anni, ma più probabilmente anche prima. Oggi si parla di Kurt Cobain e sacrifici più o meno umani.

“Nevermind” compie 20 anni. E non c’è niente da festeggiare, perchè i Nirvana ci mancano, Kurt Cobain ci manca, e di dischi così non se ne fanno più giusto giusto dal 1992. E non è che si può risolvere la cosa con una bella ristampa e la dicitura “deluxe”.
Non ci accontentiamo più, non godiamo più.
Abbiamo pensato molto in questi giorni e siamo giunti ad una conclusione estrema, ma dal risultato sicuro.
Sacrificare 7 individui più o meno importanti nel mondo della musica a qualche divinità in ascolto per riavere indietro Kurt Cobain, per un giorno almeno, il tempo per vedere come vanno le cose 17 anni dopo e spararsi un altro colpo in bocca, forse.
Ma a noi, in fondo basterebbe il tempo per una cosa come quella qui sotto, e sacrificare la vita di questi magnifici 7, ci sembra francamente il minimo:

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Liam e Noel Gallagher
Risvegliatisi nel deserto dopo una notte di bagordi, esaleranno l’ultimo respiro nella spasmodica ricerca di un’Oasi(s).

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Dente
Muore soffocato dopo aver coattamente ingurgitato 4 ettolitri di anice in forma liquefatta alla buona.

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Dave Grohl
Ucciso in un raduno di cantanti death metal sordi al quale si era presentato per le sue note manie di protagonismo: sosteneva di essere l’unico cantante Grohl della storia.

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Vasco Rossi
Precipitato durante una scalata, la sua ultima parola mentre il suo corpo cadeva per centinaia di metri è stata: eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee. E a noi piace ricordarlo così.

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Michael Stipe
Morto nel sonno.

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Kele Okereke
Apparentemente riappacificatosi con gli altri super amici Bloc Party, è morto mentre si recava nel nuovo studio di registrazione della band in Libia. Il primo aprile.

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Il tizio de I Cani
Abbandonato in autostrada dal solito discografico insensibile, nel suo ultimo instante di vita solo due fari, 10 ruote e 60 quintali di petrolio in fiamme.

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