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[Photo-Reportage]: MORAVAGINE + L’INVASIONE DEGLI OMINI VERDI – Latte +, Brescia, 1 ottobre 2011

Gli anni 2000 sono sicuramente stati fondamentali per chi a quei tempi era teenager. Si scoprivano le prime band, si iniziava a scoprire la scena musicale, il punk rock e i suoi derivati. Si condividevano le scoperte musicali e le canzoni che diventeranno poi dei pilastri del genere. Di tutto questo facevano parte i Moravagine, storico gruppo che ha calcato le scene per anni e per anni ha fatto ballare e cantare centinaia di kids in tutta Italia.
Dopo il loro scioglimento ci eravamo arresi ma, con grande sorpresa, l’annuncio di un Reunion Tour ha fatto capolino tra la nostalgia di chi, a quei tempi, era adolescente.

La prima data è quella più importante, sia a livello emozionale che come feedback del pubblico che aspettava questo ritorno da tanto tempo, ed è per questo che abbiamo deciso di seguire la band a Brescia, al LattePiù, live club scelto per questo evento. L’unico gruppo di supporto previsto questa sera è L’Invasione Degli Omini Verdi, altro pilastro storico della scena punk rock Nazionale e anche loro parte di quel periodo d’oro di cui si parlava poc’anzi.

Intorno alle ventitre la serata può cominciare, anche se tantissimi ragazzi si erano assiepati fuori dal locale sin da qualche ora prima, e la band Bresciana è pronta a salire sul palco. Senza troppi preamboli partono con la potente, e criticata, “Nel Nome Di Chi?”. La calca sotto al palco inizia a farsi sentire e sfocia nel corso di “Invisibile”, secondo brano della serata. Una delle sorprese del set è senza dubbio l’esecuzione, attesissima e richiesta più volte anche sul facebook della band, della storica “Giorni Instabili”, sulle cui prime note parte un urlo liberatorio ed un coro che accompagnerà la canzone dall’inizio alla fine. Seguono poi la doppietta “Stella” e “Un’Altra Stella” seguite da altri successi che culminano con lo storico brano finale “Mondo A Parte”. Nonostante siano apparsi un po’ meno brillanti delle ultime apparizioni, il loro show è stato sicuramente molto sentito e la partecipazione del pubblico è stata soddisfacente, confermando la scelta di averli come supporter.

Dopo una breve pausa il palco per i Moravagine è pronto, e con esso anche il suo pubblico. E’ curioso come sotto lo stesso palco vi siano generazioni diverse che vanno dall’adolescenza appena iniziata a chi, invece, era adolescente quando il punk dei Moravagine faceva da colonna sonora in ogni istante. Dopo una decina di minuti le luci si abbassano, partono le prime grida e la band irrompe con “Sfigati Al Ballo”. Nonostante fossimo in un angolo, veniamo subito catapultati in mezzo ad una folla che si scatena, senza mai fermarsi, in un pogo senza fine condito con un perenne stagediving e invasioni di palco. L’atmosfera è calda, carica e variegata. Se la prima canzone fa da intro, il resto è storia, una storia che si ripete e si attualizza. Quella dei Moravagine è un vero e proprio show con tanto di ragazze che, a suon di round, sfilano e offrono spettacoli di vario genere: poco punk, un po’ commerciali, ma comunque ben graditi dal pubblico maschile. La musica continua ed il palco diventa una nuova pista su cui pogare e cantare su successi come “Silvia Saint”, “No More Time”, “Occasioni Perse” e per finire sull’eterna “Stai Con Me”, motivo accompagnatore dei primi amori. “Solamente Un Attimo” interrompe il clima di festa, parole e note si uniscono nel ricordo di Giacomo “Gigio” Spanò, bassista della band morto fin troppo giovane. Vera e propria standing ovation per “Vizi”, colosso nella storia dei Moravagine, la cui musica è coperta dalle voci dei più che rendono viva questa performance indimenticabile. La conclusione spetta al trio costituito da “Lo Stato Di Fatto”, “Calling Back” e “Sborate”.

E’ stato davvero un percorso attraverso la storia della band e del suo pubblico, i cui ricordi sono ancora vivi e vegeti e la nostalgia per quegli anni ormai passati rimane indelebile. I Moravagine sono apparsi molto in forma, sia come tecnica che come presenza scenica e ventuno canzoni possono lasciare soddisfatti davvero tutti, lo si capisce dall’entusiasmo che ancora pervade l’aria fuori dal locale e che non accenna a smettere, nonostante siano ormai le tre di notte.

a cura di Mairo Cinquetti e Francesca Carbone

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