É successo molte volte quest’anno di tornare indietro di almeno 10 anni, a quando avere 15 anni faceva schifo, ma non tanto come averne 25 oggi.
Gazebo Penguins, Distanti, Crash Of Rhinos, Death Of Anna Karina, persino un paio di reunion d’eccellenza o concerti d’altri (passa)tempi.
“Sulla Linea D’Orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti” è il nuovo disco dei Raein, che sono tornati alla grande, o forse non se ne sono mai andati, ma magari non erano così forti, prepotenti e speciali come adesso.
Autoproduzione e DIY, poco importa se suona tutto in alta definizione: quel che conta è la sostanza, non la filosofia che se ne sarà pure andata a farsi fottere in un decennio. La passione, l’amore, quello è rimasto tutto, in questo mix tagliente e distruttivo di hardcore, screamo e post-rock, in questa introspezione devastante che rincorre senza tregua uno spleen che non si aveva più la forza nemmeno per ricordare. La Quiete, ovvio, ma anche Massimo Volume, Marlene Kuntz, Laghetto.
E per quanto le soluzioni tendano inevitabilmente a somigliarsi e riprendersi, anche quando dalla spensieratezza si passa al dramma più totale, in impeti di lirismo è difficile non rimanere impigliati, con le budella a torcersi e il cuore a liquefarsi.
I Raein, che sono una costola dei La Quiete, e sono anche una costola di noi tutti, che cerchiamo uno spiraglio di luce nel futuro e lo troviamo in un passato che in fondo non abbiamo mai smesso di sentirci cucito addosso. Tanto belli da star male.