Interviste

Speciale TORINO HORROR FESTIVAL 2011: intervista a Massimiliano Supporta

“A me gli occhi” è il titolo dell’11° edizione del ToHorror Film Fest che si terrà quest’anno a Torino dall’8 al 12 novembre al Blah Blah in Via Po 21. Un importante e ricchissima edizione piena di proiezioni, show, presentazioni, mostre e concerti. Per stuzzicarvi un po’ siamo andati a conoscere Massimiliano Supporta, il direttore artistico del festival.

A cura di Fabio La Donna.

Ciao Massimiliano, hai voglia di introdurti e presentare il TOHorror Film Fest?
Il festival nasce nel 1999 avendo già alla prima edizione il divino Dario Argento quale padrino d’eccezione. Dopo l’iniziale gavetta siamo cresciuti anno dopo anno fino al 2006 quando abbiamo dato la prima sterzata, pur decidendo di rimanere fedeli alla linea iniziale, di creare cioè un festival a misura d’autore, fatto per gli autori, con un occhio speciale per le produzioni indipendenti. Il mio contributo principale, quando in quell’anno, dalla programmazione sono passato alla direzione artistica, è stato di portare all’interno del ToHff le mie esperienze parallele nei circuiti underground, cercando di rifuggire l’ambiente ingessato che spesso si respira nei festival. Vorremmo che partecipare al ToHorror fosse un’esperienza sempre più avvolgente, come attraversare uno specchio. Siamo felici che si colga la passione e il calore, che autori e spettatori condividano gli stessi spazi, si confrontino, che nascano collaborazioni. A noi lasciamo un modesto diritto di critica della società, senza dimenticarci che siamo un festival di genere e che l’intrattenimento non si può prescindere. Questa la nostra ambizione: far coabitare critica e intrattenimento, senza troppi compromessi.

Iniziamo dal bando di concorso per partecipare al festival. Com’è andato? Avete avuto un buon riscontro? Ho letto che quest’anno ci son molti film che vengono dall’estero. Erro o il festival sta avendo un carattere sempre più internazionale?
Il bando è stato recepito da molti autori, ogni anno siamo più conosciuti e quindi più autori si iscrivono ai nostri concorsi : lungometraggi, cortometraggi, sceneggiature. Anche la qualità si alza ogni anno e questo aumenta il desiderio degli autori di essere selezionati al festival. Ciò non può che farci piacere, sapere che le tue scelte sono giudicate di qualità è il premio che ci riserviamo. Anche la nostra fama all’estero cresce, così aumentano i lavori provenienti dal resto del mondo. Quest’anno potrei citare Spagna. Inghilterra, Paraguay, Francia, Canada, Svizzera, Norvegia, Finlandia, Stati Uniti e altri ancora. I lavori selezionati sono 42: 7 i lungometraggi, 23 i cortometraggi e 11 le sceneggiature.

Su Youtube avete pubblicato ciclicamente delle puntate di Road To Horror, un microprogramma di cinema horror per il web. Recensioni davvero non conformi di materiale d’alta qualità. Com’è nata questa esperienza? Ne sei soddisfatto?
RtH è stata una scommessa, nata per fare da sfondo al ToHorror nei mesi che precedono il festival. L’idea era di fare un programma casalingo, fatto di idee e testi ben scritti, e parlare di cultura fantastica. Di farne un prodotto low low budget, quasi punk, e per quanto riguarda quello che abbiamo sornato sono soddisfatto: giravamo e montavamo una puntata in un paio di giorni e via. Ora abbiamo visto che si può fare ma vogliamo ottenere di più dall’immagine e dal format, a gennaio ripartiremo con la pre-produzione di Road to Horror parte II , cercando di fare un salto di qualità. Ci è stata diagnosticata una rara megalomania di gruppo…

Rimaniamo sul tema Youtube e sulla massificazione di tutti questi nuovi metodi di comunicazione: cosa è cambiato nel tuo campo di riferimento con l’avvento di questi mezzi? Si è ampliata l’utenza o semplicemente è aumentato il materiale a scapito della qualità?
É una diatriba che appassiona i videomakers. La massificazione dei mezzi di comunicazione e l’avvento del digitale ha arricchito o impoverito il cinema? É vero che il materiale è aumentato a dismisura e la qualità in proporzione no, ma è anche vero che la facilità d’accesso al racconto per immagini ha anche dato al cinema autori di prima grandezza, che si sono formati negli ambienti indipendenti e low budget. Direi che vale lo stesso discorso che vale per la moltiplicazione dei contenuti della rete in generale: troppe informazioni, maggior difficoltà a gestirne il flusso e a selezionare quelle utili. Per quanto riguarda la mia personale posizione, credo che mi abbia di gran lunga facilitato il lavoro; se sento dire di un film interessante, o ne leggo, in tre minuti posso vederne il trailer, vedere foto, locandina, scrivere all’autore.

Per te che cos’è l’orrore?
Gli immigrati che muoiono in mare, i detenuti picchiati in carcere, i malati legati ai letti di contenzione, i bombardamenti umanitari, restare senza lavoro con tre figli e un mutuo da pagare, la solitudine, l’indifferenza…

Torniamo a parlare di questa 11° edizione del festival. Bisogna ricordare che il festival non è composto solo da proiezioni ma anche da performances, spettacoli, mostre, concerti. E’ l’orrore applicato a tutte le arti. Come mai tale scelta? Come avete fatto a far convivere assieme il tutto?
Fa parte di quel tipo di esperienza avvolgente che volevamo creare. É un tentativo di rendere più dinamico e coinvolgente il festival, facendone un vero parco giochi del fantastico, ma sempre con un tentato sguardo critico alla società in cui viviamo. Il nostro tentativo è di usare la cultura fantastica come microscopio per studiare come e verso dove ci evolviamo. Proprio perché apparentemente così distante dalla realtà, il fantastico ci può dare un’interpretazione quasi psicanalitica di chi o cosa siamo, o pretendiamo di essere. Far coesistere poi varie forme d’arte è la sfida vera, ma il ToHff è composto da uno staff straordinariamente agguerrito e appassionato: non è così difficile con certe menti all’opera.

Questa edizione è anche intitolata “A me gli occhi”. Praticamente un modo per rendere interattiva e vivida l’esperienza dell’osservatore. Da osservatore ad osservato. Tuttavia non è una cosa facile. Per te cosa rende un evento realmente vivo e partecipato? Si può applicare questo concetto anche quando facciamo queste esperienze singolarmente?
Tra gli elementi di svolta si inserisce l’idea di avere un tema portante per ogni edizione, intorno a cui far ruotare la scenografia, le performances, gli incontri. Dopo l’eros ( Tra Incubo e Desiderio – 2006 ), la tecnologia ( La Macchina delle Paure – 2007 ), il disordine mentale ( Follia! – 2008 ), la diversità (Altri Mondi – 2009), e il tempo (Cronofobia – 2010), delle paure che incombono sull’uomo dei nostri tempi, abbiamo deciso di osservarne un sintomo, identificabile con il concetto di Sguardo. A ME GLI OCCHI è il titolo che abbiamo deciso per la XI edizione del TOHORRORFILMFEST, perché volevamo esplorare quel labirinto di paranoia che la paura costruisce, nel triplo confronto dello sguardo: guardare o non guardare, o essere guardati. Questo trinomio è parte delle esperienze giornaliere di ciascuno di noi, volente o nolente.

Il programma del festival è da poco stato pubblicato. Vuoi comunque farci qualche rivelazione shock e darci qualche dritta?
Il programma è pronto, e come dicevo abbiamo dato un largo spazio alla sezione lungometraggi, tra cui SENNENTUTSCHI di Michael Steiner, DARK SOULS di César Ducasse e MORITURIS di Raffaele Picchio per citarne alcuni, mentre evento cinematografico fuori concorso sarà THE ORPHAN KILLER di Matt Hansworth che sarà in sala con parte del cast e la star del film Diane Foster. Tra gli eventi collaterali invece vorrei segnalare gli incontri con Cristiana Astori che presenterà il suo libro Tutto quel Nero edito da Giallo Mondadori, Gabriele Mina che in qualità di antropologo ci parlerà del circo dei Freaks, che abbiamo scelt quale immagine di riferimento per l’iconografia e la scenografia del fest Alessio Gradogna che ci racconterà di ciò che succede nelle cinematografie dell’estremo oriente ed infine l’incontro con uno dei maestri degli effetti speciali del nostro paese: Michele Guaschino. E la musica live con tre concerti particolarmente ispirati: le atmosfere umbratili di LA PIRAMIDE DI SANGUE, le sonorità siderali di SPACE ALIENS FROM OUTER SPACE e direttamente dal Giappone la violenza sonora di DEVILMAN. E poi spettacoli, cortometraggi, mostre e tante altre cose che non dico per non svelare tutto il mistero..

Siamo quasi alla fine, è il tempo di farsi un po’ i fatti tuoi. Vuoi dirci qualche film, libro o ascolto musicale che ti ha colpito particolarmente in questo periodo?
Il film che più mi ha colpito ultimamente è The Woman di Lucky McKee, proprio perché nasconde all’interno di una storia tipicamente di genere una feroce e non scontata critica all’esistente. Una decisa pugnalata al cuore. Passando alle lettere, un breve aneddoto: un anno fa un’amica mi ha prestato un libro, dicendo che mi sarebbe piaciuto. È rimasto sul comodino. Nel frattempo è nata l’idea del tema del ToHorror 2011 e l’immagine che ne avrebbe in qualche modo rappresentato l’iconografia: il circo dei freaks. Prima dell’estate la mia amica mi ha giustamente chiesto il libro e io per non fare una pessima figura ho cominciato a leggerne le prime pagine e ci sono rimasto incollato. Di cosa parlasse è ormai evidente: di un circo di fenomeni da baraccone, ed è un diabolico capolavoro. Carnival Love di Katherine Dunn. Da leggere assolutamente….
La mia colonna sonora in questi giorni è uno dei miei grandi amori: Third dei Portishead

Intervista finita. A te l’ultima parola…
Torino dal 8 al 12 Novembre è la città del brivido. Si apre una finestrella, piccina picciò. Fateci un salto attraverso: take a walk on the MAD side…

a cura di Fabio La Donna

www.tohorrorfilmfest.it

Il programma del ToHorror Film Festival 2011

Immagine anteprima YouTube

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