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Zola Jesus – Conatus

2011 - Sacred Bones
pop/dark/wave

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Tracklist

1. Swords
2. Avalanche
3. Vessel
4. Hikikomori
5. Ixode
6. Seekir
7. In Nature
8. Lick The Palm Of The Burning Handshake
9. Shivers
10.Skin
11.Collapse

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In questo anno ricco di grandi comeback musicali al femminile (PJ Harvey, Björk, Feist) torna a farsi sentire anche il sound di matrice dark-wave di Zola Jesus, al secolo Nika Roza Danilova (classe 1989).

Conatus, terzo album sulla lunga distanza, conferma la prolificità della giovane artista americana di origini russe, combinando i suoi classici riferimenti artistici (la sacra trimurti Diamanda Galas/Siouxie/Lydia Lunch) con un feeling più mainstream pop.
Del resto già il titolo stesso dell’album è un chiaro segnale che qualcosa, nell’impasto sonoro della cantante, fosse cambiato, perchè la parola conatus in latino significa sforzo, volontà di superare qualcosa, nonché concetto cardine della filosofia di Spinoza.
Letto in questo senso Conatus, che potrebbe sembrare eccessivamente semplice, immediato e poco ispirato, appare in realtà come un’opera di ripulitura e sgravamento del proprio sound, mettendone a nudo solo gli elementi effettivamente indispensabili e fondamentali (da qui la semplicità e l’immediatezza), ma anche come un tentativo di aprirsi verso l’esterno, mettendo in parte in secondo piano l’urgenza espressiva fine a se stessa, per cercare un approccio il più possibile strutturato ed eterogeneo (da qui la vena pop).
Rispetto ai due album precedenti (The Spoils e Stridulum II, 2009 e 2010) il taglio produttivo è meno lo-fi oriented (opera di Brian Foote e Nika), e, unitamente al curatissimo artwork, contribuisce a (ri)creare l’immagine di Zola Jesus secondo parametri più luminosi e vitali, sebbene mai del tutto scevri da una vena malinconica e riflessiva, davvero insita nella vocalità stessa di Nika.
Tutte queste considerazioni prendono forma in brani quasi sempre efficaci e funzionali, come la fredda “Avalanche”, la reclusiva “Hikikomori”, l’elettricità statica di “Ixode”, oppure i richiami quasi techno di “Lick The Palm Of The Burning Handshake”.

Conatus risulta quindi un terzo album di spessore, ricco di impegno e struttura, magari non impressionante, sotto il punto di vista della suggestione emotiva, ma certamente parto di un’artista più completa e matura.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=HY9WUZZrTpw[/youtube]

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