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Il Venerdì Di ImpattoSonoro #53: “Amore Vero”, il nuovo disco di Berlusconi e Apicella

Si indigna, e continuerà ad indignarsi questa combattente rubrica dedicata fondamentalmente al nulla. Perchè dopo una settimana e più di fatica, abbiamo bisogno di oziare, parlare di cose di cui parleremmo in un qualsiasi bar sport globale, o seduti su una panchina tra una trentina d’anni, ma più probabilmente anche prima. Oggi si parla di Silvio Berlusconi, ragazzi italiani e NME.

Gli amici di NME ci informano che l’uscita del nuovo disco di Silvio Berlusconi, “True Love”, è stata posticipata al 22 novembre, a seguito di alcuni imprevedibili intoppi squisitamente artistici.
Dal management dell’artista fanno prontamente sapere che il ritardo non è certo dovuto agli impegni politici del cantautore, nè alle beghe giudiziarie di alcuni musicisti impegnati nella registrazione del disco che vede la partecipazione, tra gli altri, del giovane pianista Giovanni Allevi, del sassofonista Roberto Maroni e dei coristi Iva Zanicchi e Gigi D’Alessio.
Dietro a tanto mistero pare ci siano alcune forti incomprensioni tra lo stesso Berlusconi e l’arrangiatore, interprete e chitarrista Mariano Apicella, che sembra nutrire seri dubbi sulla bontà degli arrangiamenti voluti, o per meglio direi imposti, dai quadri dirigenziali della GGD Productions, l’etichetta indipendente che produce e distribuisce la nuova raccolta di inediti di Silvio Berlusconi.
Sembra inoltre che Apicella non abbia gradito nemmeno la collaborazione coatta con Gigi D’Alessio, stella nascente del panorama neomelodico partenopeo, così tanto apprezzato e incensato dalla Napoli bene. Intercettato dai microfoni pungenti di Pomeriggio 5 avrebbe dichiarato: “Vorrei che il disco suonasse arioso, leggero e raffinato come tutta la produzione di Silvio. Invece dall’alto ci impongono un postribolo di sonorità pacchiane, ispirate più al Carnevale di Rio o ad una puntata di Ok Il Prezzo É Giusto, che a quel delicato mix di romanticismo ottocentesco e sensibilità popolare che abbiamo sempre cercato di regalare ai nostri tanti e affezionatissimi ascoltatori. No, così non si può fare musica, cercheremo sicuramente il dialogo con i nostri discografici, ma se non si giungerà ad un accordo che possa soddisfare noi, ma soprattutto la scena culturale italiana, ansiosa di ascoltare un prodotto vincente e di sicura qualità, saremo costretti a sfiduciare i nostri discografici e a rivolgerci altrove.”
Apicella ha poi smentito in questo senso qualsiasi possibilità di autoproduzione, definendola “una ferita ancora aperta e da sanare per il bene di tutta la musica italiana”.
La spinosa questione ha stimolato fin da subito l’attenzione di molte delle più importanti figure del panorama culturale italiano, sentitesi fin da subito coinvolte in una situazione che non tocca solo il futuro di un singolo disco, ma piuttosto, e in maniera decisamente preoccupante, l’avvenire di tutta la bella produzione musicale del bel paese.
Che da noi, di bella musica se ne fa tanta.

Uto Ughi: “La collaborazione con due artisti del calibro di Berlusconi e Apicella mi ha fatto ricredere perfino su Giovanni Allevi.  Emozionante”
Tuono Pettinato: “Devoured By Vermi”
Daniele Luttazzi: “Berlusconi ha una mente fertile. E sappiamo cosa rende fertili le cose.”
Adriano Galliani: “Sono appena arrivato”
Nino D’Angelo: “Dopo le crociere ed il governo il futuro di Berlusconi è nei musicarielli.”
Jerry Calà: “Libidine, doppia libidine, libidine coi fiocchi!”

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