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Bud Spencer Blues Explosion – Do It

2011 - Yorpikus
hard/rock/blues/

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Tracklist

1.Slide
2.Più del minimo
3.Giocattoli
4.Cerco il tuo soffio
5.Rottami
6.Jesus On The Mainline
7.Scratch Explosion
8.Dio odia i tristi
9.Come un mare
10.L'onda
11.Squarciagola
12.Hamburger
13.Mi addormenterò

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Terza campagna sonica per Adriano (Viterbini) e Cesare (Petulicchio), neo imperatori in carica all’insegna di quella blues explosion che trova matrice ed ispirazione all’ombra dei Jon Spencer, pionieri moderni dell’alt-blues mondiale.

La tetrarchia d’influenze è invariata: foga punk’n’roll di Jack White, psichedelia incendiaria di Jimi Hendrix, uno sguardo oltremanica alle sperimentazioni dei Black Keys ed il Seattle sound ammantato dal caldo Mississipi-blues. L’eredità ingombrante è pero sapientemente arricchita dal pepe del duo romanaccio. La peculiarità (vincente) dei Bud Spencer Blues Explosion risiede nel loro possedere una doppia anima: una ottuagenaria legata al sacro blues delle origini, l’altra più che mai ancorata al presente e madre di rivisitazioni personali e spunti moderni. “Do it” conferma quest’indole duplice, portando ulteriormente avanti il discorso dalle radure di Robert Johnson alle sponde del Tevere.
La “Slide” iniziale, ribadisce l’impronta fortemente chitarristica del combo e si fa preludio-detonatore della sveglia  boom di “Più del minimo”, un meticcio ad alto voltaggio di riff immigrati dalle Terre Ledzeppeliane, destrutturati da continui cambi di ritmo e drumming forsennato, con un’attitudine pestata alla Queen of the Stone Age e a tratti affetta dalla Stockholme Syndrome dei Muse. “Giocattoli” scalpita distorta e possente tra enfasi elettrica e ricami acustici; si prosegue col respiro blues di “Cerco il tuo soffio”, col suo incedere dilatato e ipnotico. “Rottami” è nuovamente debitrice a Josh Homme nel finale compulsivo, mentre riaffiorano i diavoli blu della mitologia blues nell’arrangiamento del traditional “Jesus on the Mainline”, già in passato rivisitato da Ry Coder e Aerosmith. Lo spiazzante intermezzo skratch di Dj Mike, vuole forse esser una provocazione, ma nella sua quarantina di secondi manca di qualsivoglia incisività (e senso forse), influendo davvero poco o nulla sull’economia del disco. I Bud Spencer Blues Explosion hanno tutti i numeri per sovvertire in maniera anticonformista i canoni dei Maestri (e anzi sarebbe cosa buona e giusta riuscirci) ma forse questo neo era evitabile. “Dio odia i tristi”  è camminata zoppicante nelle piantagioni dell’America meridionale, “Come un mare” è una country ballad dal sapore pop, “L’onda” parte svogliata ed eccessivamente radiofriendly ma arrivata a riva saluta i Foo Fighters. “Squarciagola” è squisitamente in bilico tra pestato hard rock e venature pop. “Hamburger”, recuperata dall’ep d’esordio Happy, è uno dei momenti più alti dell’ultima fatica del duo: l’irresistibile crescendo di distorsioni di un blues sornione che diventa pure esplosione adrenalinica di watt. Lavaggio finale dei propri peccati sulle rive del Mississipi  per “Mi addormenterò”, che guarda anche un po’ alla Milano di Alex Britti e catalizza sforzi e sudore di questa deflagrazione sonica, con più di una velleità esterofila, da gustare tutta d’un fiato. Esattamente come è stata concepita:

“Do It”, acronimo di “Dio Odia i Tristi”, è anche imperativo propositivo del duo. Fallo! Bene, in fretta e in italiano. Italians do it better.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=e8540ewJSBo[/youtube]

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