Interviste

Intervista ai MORAVAGINE

La loro sorprendente reunion ha fatto sicuramente felici molti punkers ormai non più giovani. Ma tant’è, i Moravagine, tra i più amati di una certa scena punk ormai in disuso, sono riusciti ad attivare la spia della nostalgia, della passione e, chi lo sa?, ad accendere la luce su di un futuro che forse potrà tornare radioso come una volta. “Per non crescere”, oggi come ieri.

A cura di Francesca Carbone.

Cosa vi ha spinti a ritornare dopo tanto tempo?
Guarda, è stato il destino. Lo stesso giorno ci siamo sentiti tutti quanti, tutti quelli della prima formazione. Come sapete dopo la prima formazione c’è stato un cambio di cantante e di bassista, poi il discorso Moravagine è finito intorno al 2005 e ci son stati altri progetti e poi pausa, fine. Sei anni cosi. Non ci siamo più sentiti, per dieci anni. Quel giorno, casualità, giro di messaggi e di telefonate e ci siam sentiti tutti. E’ stata una casualità troppo forte, cosi abbiamo contattato Mauri (IndieBox, ndr) e parlando abbiamo capito che si doveva fare, cosi l’abbiamo fatto.

Che cosa avete provato, e come avete vissuto, questo ritorno sul palco?
A differenza di una volta adesso nel nostro show ci sono anche due bellissime ragazze, che è una cosa nuova per noi perché prima lo spettacolo era solo concerto. Per noi era anche difficile perché avevamo due ragazze che interagivano, noi che non suonavamo insieme da una vita e quindi è stata una cosa stranissima, oltre che emozionante. Bisogna dire che anche il pubblico fa il concerto, e fino adesso abbiamo sempre avuto un pubblico molto caloroso.

Parlateci un po’ del vostro nuovo video in rotazione sui vari social network. Com’è nato?
Quando ci siamo ritrovati per le prove, che sono pochissime perché ognuno ha i suoi impegni, abbiamo pensato di fare anche una canzone nuova, che di conseguenza aveva bisogno di un video e siccome nessuno di noi voleva comparire in un video, ci è balenata l’idea di farne uno solo con ragazze, e due di loro hanno deciso di venire con noi in tour.

Tornare dopo circa dieci anni implica perdere un grosso cambiamento della scena italiana, quali differenze avete notato? Quali sono i lati negativi e quelli positivi?
Dieci anni fa si respirava un bel clima in questi concerti, adesso questo clima non c’è più ed è un po’ triste. Una volta c’era un modo meno fighetto di partecipare ai concerti, erano tutti in maglietta extralarge con la birra in mano e andavi al concerto per divertirti. Adesso ci sono i fighetti emo che si guardano l’uno con l’altro, come i gruppi, dicendo io son meglio di te. Manca un po’ questa scena perchè tutti quanti non collaborano l’uno con l’altro, e questo è molto triste. Per esempio, una volta ai nostri concerti davamo i cd degli altri, e gli altri facevano la stessa cosa, e in questo modo abbiamo fatto crescere certe band in maniera mostruosa e adesso queste cose sono morte. Per quanto riguarda la scena invece credo sia scomparsa, adesso si stanno riunendo tutti ma è scomparsa, perchè tutti pensano di essere più bravi di altri e nessuno si incula.

Vi aspettavate tutto questo calore da parte del pubblico, tenendo conto che molte delle persone che cantavano le vostre canzoni, dieci anni fa erano poco più che bambini?
Questa è stata una cosa strana perché ci aspettavamo un po’ di nostalgici, d’altra parte in questi anni in cui siamo rimasti fermi la gente ci scriveva, anche attraverso i social network, però se ci sono anche ragazzi giovani vuol dire che la musica continua a circolare, ed è stata una vera sorpresa per noi. Forse dietro c’è anche una ricerca a ciò che è stato, adesso stanno tornando le band importanti di una volta e forse qualcosa si muove.

Rispetto a questa reunion, molti pensano che sia stato fatto solo per soldi altri invece hanno pareri più che positivi. Voi che sensazioni avete avuto?
Ti dico, quando si parla di reunion si pensa sempre ai soldi ma questo non è il nostro caso perché riusciamo a malapena a pagare le spese, lo facciamo per piacere e per passione ma guadagneremmo di più a stare a casa. E’ stata la nostalgia, la voglia di ritornare sul palco di ritrovarci di fronte alla gente, di ritrovare l’atmosfera di una volta, per divertirsi. Poi i feedback li senti quanto la gente ti viene a ringraziare, non solo il ragazzino che non avrebbe mai potuto sentirti senza una reunion, ma proprio chi ci ringrazia per averli fatti rivivere dei tempi fantastici dei momenti in cui ascoltava i Moravagine, e quello credo sia l’obiettivo principale.

Quali sono i cambiamenti principali che trovate nel ritrovarvi dieci anni dopo in formazione originale?
Beh sicuramente i gusti musicali sono cambiati, questo genere di musica la facevamo quando avevamo sedici anni ed è giusto riproporla perchè è una reunion e la gente si aspetta di sentire certe canzoni, se dovessimo fare un nuovo disco non so cosa verrebbe fuori.

Com è nata l’idea di richiamare anche il vostro cantante originale?
Anche quello è stato un caso, grazie ai social network. Era lì, messaggi chiamate ed ecco fatto. Il cantante diciamo, intermedio, l’avevamo contattato ma aveva altri progetti personali, poi c’è stata la chiamata al bassista e abbiamo combinato.

Questo tour vi ha dato per caso degli spunti per il futuro? Dobbiamo prepararci ad un nuovo album?
Diciamo che per ora ci sono queste otto date, poi dopo non sappiamo cosa succederà. Forse ci riuniremo ancora e chi lo sa, forse registreremo un pezzo e lo metteremo su internet.

a cura di Francesca Carbone

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