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R.E.M. – Part Lies, Part Heart, Part Truth, Part Garbage, 1982-2011

2011 - Warner
indie/pop/rock

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Tracklist

Disc 1:
1.Gardening at night
2.Radio free europe
3.Talk about the passion
4.Sitting still
5.So. Central rain (I”m sorry)
6.(Don”t go back to) Rockville
7.Driver 8
8.Life and how to live it
9.Begin the begin
10.Fall on me
11.Finest worksong
12.It”s the end of the world as we know it (And I feel fine)
13.The one I love
14.Stand
15.Pop song 89
16.Get up
17.Orange crush
18.Losing my religion
19.Country feedback
20.Shiny happy people

Disc 2:
1.The sidewinder sleeps tonite
2.Everybody hurts
3.Man on the moon
4.Nightswimming
5.What”s the frequency, Kenneth?
6.New test leper
7.Electrolite
8.At my most beautiful
9.The great beyond
10.Imitation of life
11.Bad day
12.Leaving New York
13.Living well is the best revenge
14.Supernatural superserious
15.Überlin
16.Oh my heart
17.Alligator_Aviator_Autopilot_Antimatter
18.A month of saturdays
19.We all go back to where we belong
20.Hallelujah

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“Part Lies, Part Heart, Part Truth, Part Garbage”, epitaffio discografico per i R.E.M, una delle poche, genuine band indie transgenerazionali, che, come recita il titolo della raccolta in questione, ci ha tenuto compagnia dal 1982.

Questa ricca compilation, lungi dallo sfruttare meramente l’hype della notizia di scioglimento della band, ha un valore storico/musicale davvero elevato. In prima analisi per essere, allo stato attuale, l’ultima pubblicazione voluta e curata dal gruppo, secondariamente perché per la prima volta riunisce brani del periodo IRS (1982-1987) e dell’era Warner (1989-2011), fungendo un po’ da raccolta delle raccolte precedenti.
Non basta, perché “Part Lies, Part Heart, Part Truth, Part Garbage”, epiteto della band data a suo tempo dallo stesso Peter Buck, oltre a 37 hit storiche, contiene anche tre inediti: “A month of saturdays”, stringato divertissement che funge da parentesi per la ben più intensa “We all go back to where we belong”, elegante brano pop, col tipico gusto R.E.M. per la melodia, trascinato alla grande dal solito ma immarcescibile Stipe, che si riferisce direttamente alla conclusione di questa grande avventura artistica e umana, che è stata per tre decadi la sua band. La conclusione è affidata alla lisergica ballad “Hallelujah”, che conferma il feeling del gruppo per una scrittura obliqua e irregolare, ma sempre altamente emozionante (cfr. “Country feedback”).
30 anni di carriera non sono affatto pochi, da condensare nei pur capienti due cd, ma la selezione operata nella scaletta è abbastanza accorta da soddisfare praticamente tutti i fan, con anche la riproposizione di alcuni brani meno celebri, come la vecchia “Life and how to live it”.

“Part Lies, Part Heart, Part Truth, Part Garbage” non suona affatto come il testamento artistico che invece rappresenta, ricordando ancora una volta la freschezza e la spontaneità di un sound semplice ma non banale, che in futuro difficilmente sparirà dalle playlist, anche in assenza di nuovi album. Nell’attesa di conoscere appunto ciò che sarà dell’eredità dei R.E.M. nel prossimo futuro, quale miglior regalo di questa compilation?

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=xwtdhWltSIg[/youtube]

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