Menu

Recensioni

Eraldo Bernocchi / Harold Budd / Robin Guthrie – Winter Garden

2011 - Rare Noise Records
ambient

Ascolta

Acquista

Tracklist

1.Don't Go Where I Can't Find You
2.Losing My Breath
3.Winter Garden
4.Entangled
5.Harmony And The Play Of LighT
6.Heavy Heart Some More
7.White Ceramic
8.Stay With Me
9.South Of Heaven
10.Dream On

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Quando tre titani come Eraldo Bernocchi, Harold Budd e Robin Guthrie si mettono assieme non può che nascere qualcosa di epico come questo Winter Garden.

Questo disco uscito recentemente per RareNoise Records vede Eraldo Bernocchi impegnato nelle parti più elettroniche, nella gestione certi trattamenti del suono e alla più ampia fase di registrazione e missaggio, Robin Guthrie alla chitarra con i suoi suoni indimenticabilmente dronici e rumorosi ed infine Harold Budd al piano. Prima di parlare di questo disco voglio illustrare, partendo dal fondo, queste tre menti poliedriche. Budd oltre ad essere un amante del jazz e delle sperimentazioni ha avuto tantissime collaborazioni con personaggi illustri come Brian Eno e Clive Wright. Guthrie, invece, è passato alla storia come il co-fondatore dei Cocteau Twins, band che ha lasciato un profondo segno negli anni 80. Bernocchi, infine, oltre ad aver collaborato con tante persone come Massimo Pupillo (ZU) o con vari membri degli Ain Soph è anche la mente dietro i Sigillum S, progetto che, non mi stancherò mai di ripetere, è tra i più interessanti del panorama musicale italiano.
Finite le presentazioni di rito è ora di parlare dell’album. Winter Garden ha come qualità fondamentale la delicatezza. É un album raffinato e curato in ogni minimo dettaglio.  La bellissima copertina per merito di Petulia Mattioli lascia spazio a tappeti ambient che vanno dai dolci paragrafi minimali fino ai colorati tocchi lievemente noise o a certe ritmiche più calzanti. Le canzoni assumono una certa identità personale pur non risultando discordanti come per esempio nell’ultimo lavoro di Brian Williams. Winter garden, Dream on, South of heaven o la traccia introduttiva sono tutte canzoni con una forte personalità ma che riescono nel contempo ad armonizzarsi l’uno come l’altra. Sembra di osservare un dipinto di Karl Truppe dove i soggetti sono sia fortemente caratterizzati ma nonostante tutto riescono ad amalgamarsi creando una visione naturale, semplice e a tratti onirica. Altro elemento molto positivo che rende questo prodotto molto genuino è dovuto alla credibilità. Ultimamente penso che la credibilità sia un fattore fondamentale per valutare una produzione musicale. In questo disco non ci sono pipponi di venti minuti mescolati alle solite frasi di quei 2-3 poeti dannati che fanno da contorno ad un trucco mal  messo. Si ha invece una serietà innanzitutto professionale la quale, oltre a non far mai male, viene miscelata ad una sapiente e matura abilità nel  miscelare i suoni per produrre armoniosamente un prodotto bello. Non c’è altro da aggiungere se non riscrivere che questo Winter Garden oltre a trasmettere una notevole bellezza dovrebbe essere usato come manuale musicale di un genere che a volte risulta ancora troppo assopito.

Winter Garden è un disco ambient destinato a chi cerca il culto della bellezza della vita. Un lungo tappetto musicale che conterrà, come un piccolo scrigno, ogni vostra emozione.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=YROHSD3VNZ0[/youtube]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close