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Three In One Gentleman Suit – Pure

2011 - Upupa Produzioni
indie/math/rock

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Tracklist

1. You Don't Know Foreplay
2. Green Riots
3. G.B.'s Deerhunting
4. Confusion Is Pleasure
5. Upcoming Poets
6. Born Nihilistic
7. In The Neighborhood
8. Mountains vs Plain
9. Ode To The Hometown

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Ritorno in grande stile per il gruppo emiliano, a tre anni di distanza dal precedente We Build Today.

Bisognerebbe una volta per tutte abbandonare quel fastidioso complesso d’inferiorità che giace come la classica scimmia sul groppone dei tanti gruppi nostrani che provano a cimentarsi con sonorità prettamente esterofile: detto chiaramente, i Three In One Gentleman Suit tale complesso sembra lo abbiano da tempo superato, prova ne è non solo l’incessante attività live in mezza Europa (di recente un tour anche in Cina), ma anche – e soprattutto – la genuina spavalderia e sicumera con cui affrontano la materia. La matematica con un cuore che pulsa e soffre, questa è l’espressione che ci sentiamo di coniare per un disco come Pure: dove le complesse strutture ritmiche pregne di quel math rock che dai meandri di Washington arriva fino ai moderni Battles incontrano le melodie sofferte e tirate fuori a calci e pugni, a graffi e morsi della migliore musica emozionale con le chitarre. Per chi adora etichette e definizioni, eccone una pronta per l’uso: Emo Math. Il risultato di tale crash è talmente così ben a fuoco, talmente ricco di sfumature e stratificazioni, che se lo avessimo ascoltato prima sarebbe sicuramente entrato nella top list dei dischi italiani del 2011. Poco ci importa delle classifiche, ci basti ascoltare brani dalla intensa potenza evocativa come l’iniziale You Don’t Know Foreplay o le esplosioni controllate di G.B.’s Deer Hunting. La produzione sempre azzecatissima del solito, oberatissimo Giulio “Ragno” Favero mette in risalto la complessità delle dinamiche, i sensi di pieno/vuoto, l’idea di una macchina che cerca di controllare la propria incomprensibile emotività. Gli innesti di musica elettronica tramite synth e campionatori (sempre sullo sfondo, mai invasivi) diventano un contraltare perfetto alla carica rabbiosa che ribolle in Confusion Is Pleasure, forse il momento più alto del lavoro.

Che si nutre di wave, noise, indie, tribalismi sintetici che farebbero felici tipi come David Byrne (Upcoming Poets), reminescenze cibernetiche cariche di pathos (Mountains Vs Plain) ed in generale di una amalgama perfetta tra potenza, tecnica e melodia.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=u8BPKHPYOZ4[/youtube]

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