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Mattia Coletti – The Land

2012 - Bloody Sound Fucktory/Wallace Records
avant folk/sperimentale/blues

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Tracklist

1.Pitagora
2.The Land
3.Windglass
4.Greta
5.Ghost West
6.Red Eye
7.Tape And Crackle
8.A Time Full Of Boxes

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Beh, tanto di cappello all’agguerrita Bloody Sound Fucktory ed alla storica Wallace Records, che si confermano con questa coproduzione due delle etichette italiane più attente ai suoni meno scontati in ambito rock, con un orecchio sempre rivolto alla sperimentazione ed alla ricerca di nuove vie.

Mattia Coletti giunge con The Land al suo quarto lavoro da solista: ammetto di non conoscere i precedenti album, ma questa sua ultima fatica piace parecchio, soprattutto per l’evidente capacità di fare roba sperimentale senza stare a guardarsi autisticamente la punta delle scarpe, ma anzi tentando di comunicare emozioni contestualizzandole ed incorniciandole in otto quadretti avant folk suonati in punta di chitarra. È l’acustica di Mattia, infatti, a farla da padrone: ora pizzicata, ora in loop, ora battuta per tenere il tempo, sempre e comunque suggestiva e fortemente ispirata. Impossibile citare un brano piuttosto che un altro: The Land è opera da fruire nella sua completezza, meglio se con l’ausilio di un buon paio di cuffie (e di notte, se non è chiedere troppo). Solo così si potranno cogliere gli innumerevoli dettagli sonori, le atmosfere, la psichedelia levigata che scaturisce da un suono che richiama l’essenzialità del blues e quella, appunto, del folk d’avanguardia.
Però quasi quasi mi contraddico, e due canzoni in particolare ve le indico: l’accoppiata Greta – Ghost West, poste al centro dell’album, sono due perle che emanano serenità, dolcezza, pace dei sensi, una carezza sulla fronte di una persona cara, un film di Jarmusch al venerdi sera.

Bravo Mattia.

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