Il Collezionista Di Ossa

Il Collezionista Di Ossa #2: Ain Soph/Sigillum S, Dane Society, Atrax Morgue, Doris Norton

Camminando nei meandri oscuri dei magazzini di Impatto Sonoro ci siamo imbattuti in molti cadaveri, interessanti resti umani che il tempo ha dimenticato e che abbiamo deciso di riportare alla luce per non lasciare alla polvere tutte queste avvincenti storie. Afflitti dalle nostre turbe ci sentiamo un misto tra The Bone Collector e Karl Denke. Presentarvi direttamente il corpo non sarebbe abbastanza frizzante, pertanto ci siamo imposti che ogni numero di questa rubrica sarà composta da tanti piccole falangi tagliate che vi doneremo come pillole. Starà a voi seguire le tracce al suon di musica e arrivare goduriosamente al corpo del  reato.
“Mini-recensioni” di dischi finiti nel dimenticatoio, ristampe di glorie del passato, bootleg, archivi musicali e nuove uscite in formato musicassetta.
Dalla minimal wave all’industrial, passando per gruppi underground est europei, giapponesi e catacombe innominabili.

a cura di Michele Guerrini

AIN SOPH/ SIGILLUM S – UNTITLED (Cthulhu Records, 1989)

Storica cassetta Split in cui due realtà fondamentali della scena industrial esoterica italiana hanno incrociato la loro strada. Gli Ain Soph di Roma e i Sigillum S di Milano danno qui vita a un’opera capace di turbare e ipnotizzare la mente dell’ascoltatore attraverso una serie di manipolazioni cerebrali in bilico fra sperimentale e rituale lisergico.
Un’opera di là del semplice concetto musicale in cui analisi del linguaggio e dell’alterazione di coscienza s’intrecciano a creare una nuova forma in bilico tra spazio e tempo,  un rosario di stridenti pensieri antigravitazionali.
Per chi volesse affrontare oltre all’ascolto della cassetta (senza nome ma ufficiosamente chiamata “Simulacra”) consiglio anche il volume “Rumori Sacri” di recente pubblicazione.

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DANSE SOCIETY – DEMOS VOL. 1 (Dark Entries Records, 2011 [ristampa])

L’americana Dark Entries ci regala la ristampa di una delle band più interessanti del panorama gotico post punk inglese. Nati nel 1980 a Barnsley, Inghilterra, i Danse Society non hanno fino a oggi avuto un’analisi particolareggiata rispetto alle produzioni non rientrate negli album ufficiali. Questa raccolta prende in esame versioni demo, originarie e b-side del primo LP della band “Heaven Is Waiting” mostrandoci la pelle esposta dei synth, e le ragnatele inquiete create dalla coppia chitarra\basso. Incredibilmente atmosferici e visionari nella loro capacità evocativa i pezzi raccolti in questa prima antologia non sono una semplice appendice per collezionisti ma un’ulteriore occasione per discendere nell’anima nera dei Danse Society.

ATRAX MORGUE – NO MORE (Ars Benevola Mater, 2005)

Dell’artista fondamentale e fondante della scena italiana noise\death industrial prendo in esame uno degli ultimi dischi, licenziato nel 2005 (due anni prima del suicidio) e rilasciato dalla Ars Benevola Mater. Perché questo e non piuttosto la prima tape (per Slaughter Records) del 1993 “In Search of Death”? Sinceramente per capire meglio il punto di arrivo della mortale e paranoica discesa strutturale della musica di Corbelli e la trasformazione che aveva raggiunto il suo ruolo identitario di “non artista”.
La copertina segnata dai tagli a una fototessera dell’artista e il contenuto monolitico e minimale del disco tratteggiano un nichilismo saturo e alla fine del suo decadimento mentale.
La titletrack traumatizza con il suo disordinato ripetersi straziante delle parole “no more”, distorte e horrorifiche, mentre le successive composizioni rappresentano il sadico utilizzo del vuoto e dell’assenza. Brevi colonne sonore di una visione più malata e intimista. Brevi incursioni nel cervello di un serial killer ormai ridotto in stato catatonico.
Caso a parte è l’ultima “Forced” in cui la citazione del film porno “Pamela Mann” di Radley Metzger  chiude il dualismo “Eros Thanatos” nella sua sessualità esplicita.
Avremo poi modo di ritornare su altri passi di questo genio italiano.

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DORIS NORTON – RAPTUS (Black Widos, 2011 [ristampa])

Famosa e cruciale in storiche pagine del prog italiano come gli Jacula e  gli Antonius Rex,  l’artista ha avviato sin dagli anni ’80 una interessante carriera solista con partnership di prestigio con la Apple Computer e la Roland Corporation che gli procuravano strumenti elettronici d’avanguardia. Oltre al lato prettamente musicale e della produzione in studio i suoi approfondimenti arrivarono sino a toccare il mondo del software, valendogli anche una collaborazione con la IBM.
In occasione dei 30 anni viene ristampato dalla Black Widow questo gioiello synth dark prog. In bilico tra il gusto cinematografico di Fulci e Bava, i Kraftwerk e una carica elettronica  frenetica, oscura, il lavoro di Doris è semplicemente sublime.

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a cura di Michele Guerrini

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