Menu

Recensioni

The Asteroid Galaxy Tour – Out of Frequencies

2012 - BMG
pop/electro

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Gold Rush Pt. I
2. Dollars in the Night
3. Gold Rush Pt. 2
4. Major
5. Heart Attack
6. Out of Frequency
7. Cloak And Dagger
8. Arrival Of The Empress (Prelude)
9. Theme From 45 Eugenia
10. Mafia
11. Ghost In My Head
12. Suburban Space Invader
13. Fantasy Friend Forever
14. When It Comes to Us

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Avete presente la sensazione di urticante malessere nell’ascoltare “quella canzone che passa alla radio”, costretti nell’angusto abitacolo climatizzato del collega che vi sta dando uno strappo per andare al lavoro? E’ quasi sempre un electro-pop facilone che ti entra nel cervello esattamente come la pubblicità della birra o del detersivo che reclamizza; vorresti scappare (almeno interiormente), ma quei loop radiofriendly hanno già vanificato i tuoi propositi di visualizzarti ad un live dei Tangerine Dream.

Il destino della Golden Age dei The Asteroid Galaxy Tour è stato grossomodo questo: filastrocca ipercinetica ronza come un’ape alle orecchie di mezzo mondo e assurge a tormentone. Come talvolta capita però, ascoltare per intero Fruit, l’esordio discografico del gruppo danese, regalò sfumature inaspettate.  Il duo di Copenhagen, che durante i concerti si trasforma in una fanfara retrò farcita di fiati e ottoni, appronta una stuzzichevole macedonia di pop di plateale matrice Sixties, con venature psichedeliche calibrate al milligrammo, una abbondante spolverata di disco music ed una verve vintage che recupera il soul-blues e persino un pizzico di acid jazz. Una formula caleidoscopica declinata con un mood decisamente hipster, che potrebbe trovare corrispondenze nel dancefloor dei Goldfrapp, nell’ironico rock’n’roll patinato dei The Ting Tings e (solo alla lontana) nelle magie campionate dei MGMT, ma che per la sua ammiccante faciloneria radiofonica trova eco anche nelle confessions on a dancefloor di Madonna (trasportate per l’occasione nei club londinesi regno di Austin Power) e nell’immaginario candy di Katy Perry (seguita in tour come opening act nell’ultimo anno dai Nostri).
La seconda prova sulla lunga distanza, Out of Frequencies, rimarca ulteriormente pregi e difetti del loro bubble-gum sound, tanto piacevole quanto effimero: la title track stordisce con synth giocosi su cui si innestano fiati raffinati, “Dollars in the night” ha un piglio più urban (come se le Charlie’s Angels fossero Gwen Stefani, Kylie Minogue e la più recente Jessie J), “Heart Attack” (primo singolo estratto) è una scatenata scorribanda vintage, con un video che strizza l’occhio all’Optical ed alla Pop art, mentre “Major” si fa strada grazie ad un funky-theme da inseguimento cinematografico. Tutto carino e ben orchestrato, quasi snob nel farsi colonna sonora dello shopping alla Gossip Girl più che dell’amore scanzonato di Woodstock.

Il fatto che il gruppo fosse stato elogiato da Steve Jobs conferma lo status di canzoni usa e getta perfette per l’i-pod generation: radical-chic nel loro oscillare tra raffinatezza e banalità, eclettici ma orecchiabili, sempre e comunque poco impegnativi.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=D8Jcxswsoy4[/youtube]

 

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close