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Enter Shikari – A Flash Flood Of Colour

2012 - Ambrush Reality
post/electro/hardcore

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Tracklist

1. System…
2. …Meltdown
3. Sssnakepit
4. Search Party
5. Arguing with Thermometers
6. Stalemate
7. Ghandi Mate, Ghandi
8. Warm Smiles Do Not Make You Welcome Here
9. Pack of Thieves
10. Hello Tyrannosaurus, Meet Tyrannicide
11. Constellations
12. Sssnakepit (Hamilton Remix)
13. Sssnakepit (Serial Killaz Remix)
14. Quelle Surprise
15. Destabilise

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Hanno preso in prestito un po’ di dubstep, hanno ritrovato le distorsioni e i riff dei primi lavori e li hanno rinnovati, non hanno smarrito la loro carica, hanno allargato i loro orizzonti musicali e hanno tirato fuori dal cilindro un album straordinario: gli Enter Shikari, dopo un ottimo “Common Dreads”, in cui si cominciavano a sentire i primi segnali di rinnovamento stilistico, tornano a stupire con un lavoro imbottito di esagerazione, sempre ben pesata, che non rischia mai di rovinare l’equilibrio dell’album.

“A Flash Flood Of Colour”, terzo album della band di St. Albans, è un concentrato di elettronica: si spazia dalla sopracitata dubstep, alla drum ‘n’ bass, sfiorando anche elementi trance. Un’elettronica che corrobora e completa il contesto dell’album, che gira tutto intorno allo sviluppo, al rinnovamento tecnologico e alla necessità di affidare il progresso della nostra civiltà alle scoperte scientifiche: lo stesso frontman, Rou Reynolds, ha espresso chiaramente l’intento critico dell’album, che mira ad attaccare sistemi politici ormai superati e la loro scarsa disponibilità al progresso tecnologico, facendo spiccare la vena catilinaria tipica degli Enter Shikari. Ciò nonostante, le ritmiche pesanti, gli scream e i growl, provenienti dall’ambiente post-hardcore, continuano a caratterizzare il sound massiccio della band d’oltremanica. Un lavoro del genere era necessario dopo “Common Dreads”: l’album giusto, al momento giusto. Un successo quasi annunciato dai tre singoli “Destabilise” (ottobre 2010), “Quelle Surprise” (maggio 2011), “Sssnakepit” (settembre 2011) e “Gandhi Mate, Gandhi” (dicembre 2011), che hanno reso l’attesa dell’album ancora più difficile.
Una tracklist solida, che contiene pezzi geniali e acuti, senza sbavature, né punti morti, indice di una serietà e di una capacità d’adattamento musicale eccezionale. “Ghandi Mate, Ghandi”, ad esempio, il pezzo più “ridicolo” (così definito dallo stesso Reynolds) di “A Flash Flood Of Colour”, trasuda senso dell’eccesso: uno “yabadabadoo”,  nel testo di una canzone è qualcosa di più unico che raro, un pezzo d’antiquariato, una reliquia da custodire avidamente. “Arguing With Thermomethers”, uno dei pezzi migliori dell’album, unisce principi dubstep a un ritornello genuinamente di calco indie-rock. “Hello Tyrannosaurus, Meet Tyrannicide”, pezzo possente e minaccioso, che per certi versi ricorda i KoRn, è un altro campione del pungente acume della band inglese tramite un creativo attacco alle istituzioni politiche, lo si capisce già dal titolo. “Pack Of Thieves” testimonia invece l’abilità vocale di Reynolds e compagni attraverso cori e reticoli vocali, che sembrano andare di pari passo con l’elettronica 8-bitteggiante. “Quelle Surprise”, altro capolavoro dell’album, riassume in poco più di 4 minuti e mezzo, il succo dell’album, ossia l’importanza di un adattamento, necessario, da parte della specie umana al continuo progresso scientifico e tecnico.
Nei circa tre quarti d’ora dell’album c’è spazio anche per pezzi più tranquilli e in parte acustici: “Stalemale”, aperta denuncia alla guerra, è aperta da un arpeggio di chitarra acustica; “Constellations” si risolve in un’esplosione di archi e distorsioni, ma solo dopo un lento e accorato flusso di parole, quasi come fosse un’orazione, accompagnato da pad celestiali e sporadici violini.

“A Flash Flood Of Colour” è, dunque, un album importante, sia dal punto di vista delle scelte musicali d’avanguardia, sia per quanto concerne l’ambito dei testi e del messaggio da trasmettere: un album che potrà sempre essere al passo con i tempi.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=DUnNW-nbots[/youtube]

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