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Paradiso Amaro, di Alexander Payne


Scheda

Titolo Originale: The Descendants
Nazione: USA – 2011
Regia: Alexander Payne
Soggetto: Tratto dal romanzo di K.H.Hammings “Eredi di un mondo sbagliato"
Sceneggiatura: Alexander Payne, J.Rash e Nat Faxon
Genere: Drammatico
Produzione: Ad Hominem Enterprises
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 115 min.
Interpreti: George Clooney, Shaine Woodley, Rob Forster, Judy Greer, Matt Lillard, Nick Krause
Nelle sale dal: 17 febbraio 2012
Voto: 7

Alle Isole Hawaii risiede la famiglia dell’avvocato Matt King. L’uomo, assorbito del tutto dal proprio lavoro, è sia padre di due ragazze rispettivamente di dieci e diciassette anni, che sposato con Elizabeth. A seguito di un incidente in barca la moglie di Matt cadrà in coma, l’evento lo costringerà a dover ricostruire un rapporto con le figlie e al tempo stesso accorgersi che il suo matrimonio, ormai pieno di incomprensioni, stava scivolando a sua insaputa verso il divorzio. Nel medesimo periodo, e per ragioni fiscali, Matt dovrà gestire la cessione di molti ettari di terreno di proprietà della sua famiglia da ormai molte generazioni.

Il pluricandidato agli Oscar “The Descendants”, questo il titolo della nuova pellicola di Alexander Payne, colpisce nel segno riuscendo a descrivere perfettamente gli affetti e le incomprensioni che in si vengono a creare in seno a una famiglia di agiati possidenti terrieri delle isole Hawaii. Lo stesso Payne aveva già narrato una decina di anni or sono il disgregarsi dei rapporti affettivi con la pellicola: “A proposito di Schmidt” (2002); in quell’occasione era la crisi dell’uomo di mezz’età, che precipitava nel vuoto della vita post lavorativa, che variava le consuetudini di un Jack Nicholson oltretutto spiazzato da un matrimonio del tutto inatteso da parte della figlia. Qui invece sono le scelte di un avvocato di successo, interpretato da un George Clooney che per una volta non s’abbandona a facili ammiccamenti verso la macchina da presa ma che predilige un approccio ben più intimista, al quale il destino riserva una virata improvvisa che lo costringerà a dover rivedere le proprie priorità. La pellicola procede lenta verso un finale la cui chiave di lettura è si troppo buonista, complice le alleanze fra membri della medesima stirpe, “i discendenti” di cui sopra, che devono spartirsi molti ettari di terreno tramandati da svariate generazioni, ma che altrettanto velocemente si convinceranno per una scelta sin troppo ragionevole e non troppo scontata. Una pellicola quindi che descrive la ricostruzione dei rapporti affettivi, fra Matt e le due figlie ribelli e poco inclini al dialogo e fra l’uomo e i propri cugini, con le medesime sobrietà e facilità con la quale si può ordinare un cuba libre presso un bar di Waikiki.

a cura di Ciro Andreotti

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