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Il Collezionista Di Ossa

Il Collezionista Di Ossa #3: XXX Atomic Toejam, New Wave Italiana, Disciplinatha, Chicaloyoh

Camminando nei meandri oscuri dei magazzini di Impatto Sonoro ci siamo imbattuti in molti cadaveri, interessanti resti umani che il tempo ha dimenticato e che abbiamo deciso di riportare alla luce per non lasciare alla polvere tutte queste avvincenti storie. Afflitti dalle nostre turbe ci sentiamo un misto tra The Bone Collector e Karl Denke. Presentarvi direttamente il corpo non sarebbe abbastanza frizzante, pertanto ci siamo imposti che ogni numero di questa rubrica sarà composta da tanti piccole falangi tagliate che vi doneremo come pillole. Starà a voi seguire le tracce al suon di musica e arrivare goduriosamente al corpo del  reato.
“Mini-recensioni” di dischi finiti nel dimenticatoio, ristampe di glorie del passato, bootleg, archivi musicali e nuove uscite in formato musicassetta.
Dalla minimal wave all’industrial, passando per gruppi underground est europei, giapponesi e catacombe innominabili.

XXX Atomic Toejam – A Gathering Of The Tribes For The First/Last Human Be-In (Cold Meat Industry,  1993)

Questi fantomatici XXX Atomic Toejam hanno prodotto un solo singolo, disponibile al tempo nel formato cd e 7”, contenente due canzoni. Il singolo inizia con Good In A Pill che sembra uscire dal primo lavoro dei Nine Inch Nails ma con l’aggiunta di atmosfere schizofreniche degne dei peggiori viaggi mentali. Tra il ballabile, lo psych-industrial e l’hard rock.  Human Be-In, la seconda canzone, è una fusione il tra metal l’elettronica con un po’ di growl e orgasmi da fare da contorno. Un pezzo che inizia un po’ spento, ma si riprende a metà pista evolvendosi su atmosfere marziali e sci-fi in un crescente sempre più godurioso. Dopo queste due tracce la fine, l’apocalisse. Ma chi erano i due fautori di questo insano progetto? Niente di meno che Fredrik Thordendal (Meshuggah) e Petter Marklund (Memorandum). Due grandi personaggi che hanno giocato con la musica, si sono divertiti, hanno dato vita al loro gioco preferito e poi sono tornati ognuno sulla propria strada. Voci di corridoio riferiscono di un probabile disco in uscita ma è da troppi anni che trapela questa voce e ancora non si è visto niente.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=BiF1SnYVACs[/youtube]

AA.VV – New Wave Italiana 1980-1986 (Spittle, 2012)

Non è facile fare una compilation con la testa e con il cuore. Non è facile produrre qualcosa di bello e che possa avere un significato verso le nuove generazioni. In questo mio clima di costante sfiducia verso reunion, compilation, tributi e materiale affine ho trovato davvero degna di nota l’ultima raccolta della Spittle. In due dischi c’è un’attenta selezione di pezzi new wave italiani che vanno da inizio anni ottanta fino al 1986. Dai Pankow ai Diaframma passando per Le Masque, A.T.R.O.X, Central Unit, 2+2=5, ecc. Tanti bei ricordi che affiorano di nuovo alla mente grazie a questo doppio cd. Un lavoro per niente facile e portato al termine con una qualità sopra le righe. In tutto questo riaffiorare d’immagini mi sono venuti in mente il vinile Water Tales, l’etichetta Materiali Sonori e le interviste lette negli anni passati su qualche vecchia rivista cartacea dove sono passati quasi tutti i gruppi presenti su New Wave Italiana 1980-1986. Fatevi un regalo: comprate questo disco.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=YErXb7oVbkc[/youtube]

Disciplinatha – Abbiamo Pazientato 40 Anni. Ora Basta! (Attack Punk Records, 1988)

Ve la ricordate l’Attack Punk Records? È l’etichetta bolognese che tra le varie cose produsse materiale dei CCCP, Truzzi Broders, Raptus e tanta altra bella gente. Nell’1988 uscì per questa etichetta il primo disco dei Disciplinatha dal titolo “Abbiamo Pazientato 40 Anni. Ora Basta!”. Da qui la nascita, l’evoluzione e la morte di uno dei più interessanti gruppi  degli anni 80-90. Proclami e metastasi di un mondo allo sfacelo sotto un punk ultra aggressivo. In seguito abbracciarono la melodia, elementi industrial e tanto altro. La voglia di vivere finché si ha qualcosa da dire. Sicuramente tra i gruppi più fraintesi e discussi sia per il loro modo di shoccare, sia per le apparizioni live ultra scenografiche.  In questo disco tra le più belle vanno citate Addis Abeba, Milizia e Attacco dal cielo. Finisco guardando al futuro. E’ in uscita, in un imminente futuro, un documentario dei Disciplinatha disponibile assieme ad un cofanetto antologico che comprende l’intera discografia del gruppo. Quattro cd più un dvd. E non è poco. Per seguire l’evolversi di questo progetto vi consiglio di iscrivere alla pagina facebook che potete trovare qui: https://www.facebook.com/pages/Disciplinatha-Documentario/313083123093

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=IkR0zX_nepw[/youtube]

Chicaloyoh – Les Fantômes Sortent Des Racines (Tamed Records, 2011)

Dopo svariate cassette esce il primo 7” di Chicaloyoh, solo project di Alice Dourlen. Le sonorità che contraddistinguono questo progetto partono da una base neofolk fino a sconfinare in territori più sperimentali e ritualistici. La prima traccia (Ghost Runs) è un classico esercizio di stile senza troppi pregi o difetti mentre la seconda (God Saves) risulta più personale, interessante e fa percepire tutte le potenzialità di Alice. Un dischetto interessante, che merita di essere sentito e acquistato. Rimane solo l’amaro in bocca per il poco materiale disponibile. Più di ora si sente la necessità di produrre un disco completo per assaporare qualcosa che sia più di qualche traccia frugale.

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