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Chambers – La Mano Sinistra

2012 - To Lose La Track
post/hardcore

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Tracklist

1. Chiuso per Fiere
2. 200 Metri d'Orso
3. Musica del Demanio
4. Cemento Mori/ Orti di Fame
5. Ragazza Ladra
6. Fiumi in Pena
7. Branchi di Nebbia

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Dopo due anni dal loro primo disco tornano dagli inferi i Chambers sotto l’etichetta To Lose LaTrack.

La Mano Sinistra è la conferma che negli ultimi dodici mesi si sta ritornando ad udire certe sonorità che negli anni passati erano andate man mano scomparendo. Hardcore. Post-hardcore. Screamo. Ninja-core. Chiamatelo come vi aggrada di più, cambia poco visto che contano di più i fatti. I Laghetto  hanno consacrato la loro carriera con un’antologia ghiottissima. Sono nati nuovi progetti molto interessanti come i Maraiton e  gli Heisenberg  che non hanno ancora ottenuto la giusta attenzione. Son ritornati ad incidere anche gruppi storici proprio come il recente Ormai dei Fine Before You Came. È proprio sui grandi e graditi ritorni che i Chambers vanno ad inserirsi. File under: Flora & Fauna, Trans Am, Raein, Orchid, Laghetto. Questo nuovo album (disponibile free digital download, sia in pre-order a 8 euro) è composto da sette tracce con una durata che sta tra i 3 e i 7 minuti cadauna. Buona la qualità e l’agilità compositiva che rende ogni singolo pezzo molto interessante e con un’evoluzione quasi sempre imprevista come tutte le volte che le parti più tirate fanno spazio a deframmentazioni noise o a dei ritmi pseudo-marziali. La voce, assolutamente vorticosa, riesce ad attirare verso di se ogni pensiero fino a farlo fondere completamente con i versi delle canzoni. Dal “No Future” di Fiumi In Pena con “Ci hanno disegnato senza zampe per non farci scappare, ci hanno disegnato a bocca chiusa per non farci gridare” fino ad arrivare al più genuino intimismo di Cemento Mori \ Orti Di Fame tra “Non basta il sole per riscaldare un inverno” e “Ho finto di essere cieco per non poterti cercare. Han bruciato boschi per farlo sembrare normale ai tuoi occhi”. Questo disco ha delle sfaccettature più intime e personali rispetto al precedente: saranno le canzoni in italiano, i giochi di parole o i tempi più lenti e cupi ma in tutte e sette le canzoni si percepisce una profondità di fondo che rende la produzione assai adulta configurando il disco anche per un pubblico più esigente. Sempre in tema di esigenze sonore, come non poter citare 200 Metri d’Orso con il suo ipno-erotico video apparso sulla rete? Il testo è una rivisitazione del testo “Disneyland ed altri nonluoghi” di Marc Augè. Lo scrittore scriveva “Ci sono spazi in cui colui che lo attraversa non può leggere nulla nè della sua identità, nè dei suoi rapporti con gli altri. Noi viviamo in un’epoca che mette in scena la storia, che ne fa uno spettacolo e ,in questo senso, derealizza la realtà”, i Chambers rispondono soffiando sul microfono “La creazione di non-luoghi ove pensare non è cosa da farsi. Suoli recisi, ma vuoi spogliarti come quando fuori non piove. Cuori-quadri-fiori e basta, come quando ti strappano di dosso qualcosa e credi di sapere dove cercare, sapendo di sbagliare. Laddove la guerra è finita ne visitiamo i luoghi famosi. Il turismo è la forma compiuta della guerra”. Sublimi conflitti dell’anima narrate in La Mano Sinistra da un gruppo che sa prendere un genere musicale e lo sa trasformare in qualcosa profondo come i vuoti che ci portiamo dentro. Il massimo che si può pretendere.

I Chambers con La Mano Sinistra manipolano suoni e parole trasformandole in qualche di maturo e appetitoso per tutte quelle anime che hanno bisogno di trovare se stessi tra le note di una canzone.

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