Menu

Recensioni

Casa Del Mirto – Taxus Baccata

2012 - Mashhh! Records
glo-fi/electro

Ascolta

Acquista

Tracklist

1. Stone
2. Thwarted
3. Weak
4. Taxus Baccata
5. Finale

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Sono le 21.30 di un venerdì di fine ottobre, la stanchezza di una ingombrante settimana lavorativa scava in profondità lungo i solchi del cervello e la prospettiva del week end è lunga circa 1.000 km, da percorrere in auto. Prima di mettermi alla guida dovrei riposare. Sì, come no.
Alle 22.30 mi trovo in un locale dietro casa per assistere al live dei Casa del Mirto, formazione trentina glo-fi che ho sempre apprezzato per un approccio alla musica fresco, vivace, brioso ma anche profondamente legato alla produzione cerebrale di visioni e suoni in fase rem. Ho trascorso due ore poggiato con la schiena ad una colonna, in balia della loro soffice e gommosa onda di electropop. Il viaggio del mio fine settimana è iniziato lì, con l’acquisto dei loro due album e con la voglia di saperne di più.

A distanza di pochi mesi mi trovo – soddisfatto – ad ascoltare questo ep, Taxus Baccata, e ad avere un quadro chiaro della situazione. I Casa del Mirto sono padroni dell’orto che condividono con altre band diffuse in tutto il mondo, perché sanno leggere le situazioni di frontiera ed indicare le nuove possibili strade percorribili, da veri pionieri del genere.
Taxus Baccata, nome di una siepe ornamentale dalle bacche rosse che custodiscono un seme molto velenoso ma anche una sostanza naturale antitumorale, gioca la sua partita con carte vincenti in partenza: quattro tracce, tutte molto diverse tra loro, garantiscono un poker d’assi; l’altra, la prima, introduce a questo successo multiverso. La personalità della band e la sostanza del suo discorso musicale presentano poche mutazioni rispetto ai precedenti 1979 e The Nature. Tiepide ed eteree sensazioni di melanconia e flebile speranza, intrise di una voce che potrebbe essere quella ufficiale del mondo dei sogni, vanno a braccetto con momenti che mi hanno portato alla mente i primissimi Depeche Mode. I tre componenti del gruppo attraversano con meticolosa perizia anche spazi più rumorosi e spigolosi, proponendo volumetriche soluzioni musicali decisamente attuali e contemporanee, che alzano l’asticella di questo genere lanciando la sfida di una evoluzione che, sicuramente, ha ancora molto da offrire. L’operetta è chiusa dal candore di un Finale in down leggero che assedia il cuore e ci porta verso dejavù sonori che linkano direttamente a 1979.

Italo disco, Memory Tapes, Royksopp, Boards of Canada, e tanta linfa psych-gaze, sono le coordinate sonore di questa uscita che ha ragione di essere perché mette un punto, deciso, sulla qualità espressa dai Casa del Mirto. E accende l’entusiasmo dell’attesa per il prossimo full-lenght. Perché, se le premesse e le promesse sono queste, noi di certo ne vorremo ancora.

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni