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Ufomammut – Oro: Opus Primum

2012 - Neurot Recordings/Supernatural Cat
metal/doom/psych

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Tracklist

1. Empireum
2. Aureum
3. Infearnatural
4. Magickon
5. Mindomine

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Si può dire tutto degli Ufomammut. Possono non piacere, possono annoiare, possono non dire nulla, ma quello che hanno raccolto durante la loro carriera lunga 12 anni se lo sono meritato eccome, per cui non stupiamoci se vediamo la scritta Neurot sul retro del disco.

Dopotutto che fossero apprezzati e rispettatissimi all’estero, soprattuto in Inghilterra, dove ho avuto la fortuna di vederli anche in sede live, lo si sapeva da tempo.
Personalmente ricordo la prima volta che li ascoltai, appena uscito Snailking: quel magma sonoro pesantissimo, denso e estremamente personale, devoto in egual misura sia alla scuola stoner-doom (soprattuto quella inglese) che alla psichedelia, mi colpì tantissimo.
Da quel disco (senza dimenticare il loro debutto Godlike Snake, all’epoca penalizzato solo da una produzione non all’altezza) il loro suono ha sempre cercato di evolversi, non tanto musicalmente, quanto strutturalmente, lasciandosi dietro qualsiasi residuo di forma canzone per arrivare ad un flusso sonoro vivo e costantemente in movimento.
Il precedente Eve, infatti, profondamente diverso se vogliamo da quell’ Idolum che rappresenta l’episodio più diretto della loro discografia, lo aveva fatto intuire.
Ed eccoci quindi alla prima parte di questo Oro, lavoro diviso in due parti che, a detta dei Nostri, va interpretato come un unico brano nel quale suoni e note crescono, si evolvono, mutano progressivamente stratificandosi fino a culminare nell’esplosione finale.
Parlare di singoli brani quindi è abbastanza difficile.
Sin dalla prima traccia si nota che il sound si è fatto più “organico” e caldo… e qui i complimenti vanno a Lorenzo dei Lento che dietro alla consolle ha fatto un lavoro incredibile.
Dal lento crescendo dei 12 minuti della suggestiva Empireum, opener per metà della quale la fanno da padroni basso e synth, si arriva ai due brani successivi nei quali l’atmosfera si fa asfissiante con chitarre estremamente terrose, voce lontanissima e un groove come sempre micidiale; il tutto alternando rallentamenti iper-doom e accelerate stoner.
Come se i Sunn O))) si mettessero a suonare i Kyuss.
Con Magikon si riprende il tema principale della traccia di apertura ripetendolo all’infinito e manipolandolo sapientemente.
Nell’ultima traccia i ritmi rallentano, si sentono pesanti echi di gruppi come Burning Witch e degli Sleep del mai dimenticato Dopesmoker\Jerusalem.

In conclusione non possiamo che fare un plauso a Poia, Urlo e Vita per questo Oro, disco tra i migliori della loro carriera e sicuramente il più maturo, che tiene altissimo l’interesse all’ascolto della seconda parte che in uscita questo autunno completerà il concept.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=VNvTTIO1tLI[/youtube]

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