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Paul McCartney – Kisses Of The Bottom

2012 - Hear Music
pop

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Tracklist

1.I'm gonna sit right down and write myself a letter
2.Home (when shadow fall)
3.It's only a papermoon
4.More i cannot wish you
5.The glory of love
6.We three (my echo, my shadow and me)
7.Ac-cent-tchuate the positive
8.My valentine
9.Always
10.My very good friend the milkman
11.Bye bye blackbird
12.Get yourself another fool
13.The inch worm
14.Only our hearts
15.Baby's request
16.My one and only love

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Kisses of the bottom è il sedicesimo album in studio di Paul McCartney, una carriera spesa nel tentativo di capire se è veramente lui quello dei Beatles o se si tratta di un sosia che ha preso il posto del vero Bdopo che questi è finito sotto una macchina, oppure è morto per asfissia da vomito o, ancora peggio, ancora vivo in qualche isola dispersa nel Pacifico in attesa che la morte se lo porti via.

Morto o meno ci troviamo comunque di fronte ad un rito funebre in musica; Kisses of the bottom è la mano che spunta dal sottosuolo dopo aver divelto la lapide, il riesumato cadavere di un presunto rock che del suo successo assorbe ormai la lontanissima e assai flebile onda sonora di eoni ed eoni fa. Ci si sente mortificati anche solo nel dover trovare un giusto spazio sui scaffali del negozio a questo insulso lavoro. E’ il solito rock? E ‘ il solito pop? E’ il solito folk? E’ un po’ Beatles? E’ un po’ Wings? Cos’è? Un po’ di tutto, con in più una delirante smania da crooner che praticamente ricopre in abbondanza tutto il disco, concetto ben espresso in brani “parodistici” come More i cannot wish you e We three (My echo, my shadow and me). Ovviamente non si chiede ad un artista delle alte sfere di essere sempre al top della forma attraverso i decenni, ma l’intelligenza, quella non dovrebbe certo far difetto all’ex- Beatle, di riconoscere che ormai da anni le sfere ce le ha fatte frantumare a terra, almeno quella dovrebbe far capire quali sono i momenti precisi nella vita nei quali sarebbe giusto fare un mezzo passo indietro e alzare bandiera bianca. Dai Paul! Te lo sei guadagnato questo momento! Hai sudato una vita tra Live and let die e Mull of kintyre producendo momenti memorabili nella storia del rock. Hai sostenuto battaglie e porta to avanti giuste cause. Hai sputato il giusto sulla faccia di quel quarto di artista che è Yoko Ono per aver mandato a puttane la band nel momento migliore. Hai fatto così tante cose da far invidia a chiunque. Anche al Monti dei primi cento giorni di governo! Perché rimettere tutto in gioco con brani come Get yourself another fool e Always e buttare tutto al vento? Adesso cos’altro stai cercando di dirmi? Vuoi forse farmi credere che con questo Kisses of the bottom te ne andrai in giro per stadi e arene a far cantare le nuove generazioni?

Per cortesia! Metti questo disco in cantina, vicino ai gadget dei Beatles, ai pupazzetti in gomma con le teste a molla, ai copri-water con le vostre giovani facce in bella mostra e lascia che sia la polvere a coprire l’insulso nome di questo disco e la sua pochezza artistica e musicale.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=HfHvSV4mEPA[/youtube]

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