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Recensione: Killing Joke – MMXII

2012 - Spinefarm Records/Universal
post/punk/metal

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Tracklist

1.Pole Shift
2.Fema Camp
3.Rapture
4.Colony Collapse
5.Corporate Elect
6.In Cythera
7.Primobile
8.Glitch
9.Trance
10.On All Hallow's Eve

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Trentaquattro anni di carriera non sono pochi, a maggior ragione se vissuti all’insegna del post-punk più indipendente e sperimentale, e infatti è fuori discussione che i Killing Joke siano una fra le poche band anni ’80 che ha saputo portare avanti un proprio progetto artistico senza perdersi per strada, pur attraversando varie fasi e mutazioni, come un serpente che cambia periodicamente pelle.

“MMXII” è la nuova pietra miliare di questo percorso, costellato di uscite fondamentali per lo sviluppo del rock moderno/contemporaneo (tra cui sicuramente l’omonimo, 1980), e riesce nella difficile impresa di fare da collante fra passato e presente della band di Coleman, fra la tradizione più dark wave oriented e gli ultimissimi dischi, dal roccioso spirito metallico (“Hosannas From The Basements Of Hell”).
Il nuovo album dello scherzo che uccide si pone dunque a latere del pur valido “Absolute Dissent” (clicca qui per leggere la recensione), dimostrando, semmai ce ne fosse bisogno, che la classe di Jaz Coleman (come sempre protagonista della scena) non è acqua. Si parte subito bene, con la lunga e mutevole “Pole Shift”, che introduce in un mondo oscuro e inquietante, tratteggiato dai testi ed evocato dagli strumenti.
E se la terza “Rapture” riporta alla mente i grezzi esordi punk, con le chitarre di Geordie Walker a fare la parte del leone, nella seconda metà dell’album è invece lo spirito più genuinamente dark wave, a farla da padrone, come dimostrano “In Cythera” e “Primobile”, i cui suoni e atmosfere riportano indietro il calendario a quegli anni in cui un certo sound industriale e tribale, decadente, apocalittico, si stava affermando.
Tra rimandi cyber-punk e momenti più introspettivi (“On All Hallow’s Eve”), “MMXII” risulta un’opera varia ed eterogenea, all’interno della quale si possono rintracciare con agio tutti gli elementi che compongono il DNA ibrido e mutante del gruppo, per sua natura incline a una dieta sonora onnivora.
Detto questo è altrettanto indubbio che questo disco non sposti di una virgola, ne in avanti ne indietro, quanto mostrato dai Killing Joke nei tre decenni scorsi, avvicinandosi per certi versi più al fan-service che alla spontaneità compositiva. Ma del resto questa è una deduzione che potrebbe essere ugualmente valida per gran parte delle uscite firmate dai big names della musica, a prescindere dal genere e dallo stile proposto, divenendo quasi una tautologia dell’arte contemporanea.

Sofismi a parte, “MMXII”  è un disco molto piacevole all’ascolto e interessante da approfondire, che ribadisce e conferma nel presente lo status di primo piano dei Killing Joke e la loro genuina verve apocalittico/dark/industrial rock.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=bRv5MFipqwU[/youtube]

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