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Klippa Kloppa – La Femme Bleu

2012 - Moochymuzik
avant comedy

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Come ben sapete il 21 dicembre 2012 finirà il mondo, quindi con tutta probabilità l’umanità verrà sottoposta ad ardue scelte e non è da escludere che presi dal panico alcuni di noi si trovino a dover scegliere un solo album da salvare alla distruzione del creato.

Salvando questo lavoro dei Klippa Kloppa non si salverebbe di certo l’opera più importante della storia, né di questo secolo, né di quest’anno, ma si salverebbe senza dubbio una delle opere più varie.
Ascoltando un album come La Femme Bleu, le eventuali civiltà future potrebbero farsi un’idea su gran parte della musica prodotta dall’umanità, dal free-jazz al rap, dall’elettronica al rock, dal noise all’ambient, dal pop al glitch e mi fermo qui per non continuare all’infinito.
Tuttavia, la varietà delle opere dei Klippa Kloppa – o meglio la varietà dei singoli brani dei Klippa Kloppa – è sia il loro punto di forza che il loro tallone d’Achille.
Se la scarsa omogeneità di La Femme Bleu ti fa pensare più ad una compilation senza tema che ad un album, al 666esimo ascolto ti rendi conto di qualcosa che in un primo momento non avresti mai pensato: i Klippa Kloppa se volessero potrebbero fare il culo a tutti, da Tiziano Ferro a Brian Eno, senza troppa fatica.
Potrebbero fare un album di successo senza problemi, imitando ciò che piace alla mandria di musicofili occasionali, potrebbero essere i nuovi Fabri Fibra, i nuovi Tricarico, oppure puntare ad una nicchia più alternativa, magari facendo confluire tutte queste idee in un prodotto breakcore e diventare dei Venetian Snares terroni.

Invece, loro si ostinano a fare un po’ di tutto, piacendo a pochi, facendo storcere il naso a molti, miscelando ogni genere fino al punto che risulta irriconoscibile, poco fruibile e vendibile con difficoltà.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=-SgJ5fE3JDo[/youtube]

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