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Pg.Lost – Key

2012 - Blackstarfoundation
post-rock/shoegaze

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Tracklist

1. Spirits Stampede
2. Vultures
3. Terrain
4. Sheaves
5. I Am A Destroyer
6. Gathering
7. Weaver

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Inizio con una premessa: per chi non li conoscesse ed è alla ricerca di qualcosa di nuovo e innovativo eccovi serviti e buon ascolto. Per tutti quelli che come me hanno già assaporato i loro lavori precedenti, tenetevi forte i Pg. Lost sono tornati e con un altro capolavoro.

Parliamo quindi di Key, terza e nuova fatica dei 4 ragazzi di Norrköping, cittadina a sud della Svezia. Al primo ascolto devo dire niente male, Key è un album che mostra un ottimo equilibrio, chi lo ascolta trova dinamismo, potenza e imprevedibilità, il tutto condito dalle tipiche atmosfere post-rock alle quali gli svedesini ci hanno già abituato.

In spirits stampede, il bel brano che da il via all’ album, i Pg.Lost ci danno subito un assaggio della potenza del loro nuovo lavoro, con distorsioni di chitarra e piatti crash a farla da padrone. La conferma che è un ottimo lavoro la troviamo ascoltando le tracce Vultures e Gathering, due brani che ricordano le sonorità del gruppo nei precedenti lavori. Terrain invece sembra più la novità, oserei dire il brano più commerciale dell’ album, se di commerciale si può parlare.
Veniamo ai brani top di questo Key, delle vere e proprie pietre miliari del genere che sottolineano ancor di più l’ottimo lavoro dei Pg.Lost, se ce ne fosse bisogno. Brani che mostrano un lato dei lost che non conoscevo,un lato più maturo e ricercato. In Sheaves ad esempio c’ è tutta la potenza e l’ irruenza del gruppo, una cannonata di soli (e dico soli) sette minuti che esplode e infervora dal primo secondo. I am a destroyer invece evidenzia la ricercatezza che il gruppo ha sposato per realizzare questo cd. Una traccia secondo me strutturalmente e ritmicamente complessa ma ben articolata. Chiusura dell’ album affidata a Weaver, forse il più bel brano di questo lavoro, dove chi ascolta trova tutto quello che si cerca in un brano strumentale,un concentrato di delicatezza, magia e autenticità che solo un pianoforte ti può dare, mi sbilancio dicendo che sembra estrapolato dalla colonna sonora di un film. Un brano che a dispetto della sua durata (circa tredici minuti) scivola via rapido.

Consigliandovi vivamente l’ascolto di Key dei Pg.Lost, per i più  scettici magari un ascolto più prolungato, concludo dicendo che a volte le parole ci danno emozioni obbligate, decise a tavolino da chi le scrive, quando invece c’è solo musica, sei tu a deciderle…sei tu a viverle.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=aSbezluJheE[/youtube]

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