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I Cani / Gazebo Penguins – I Pinguini Non Sono I Cani Non Sono I Pinguini

2012 - 42 Records
punk/pop/electro

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Tracklist

1. Asperger - I Cani
2. Wes Anderson - Gazebo Penguins
3. Nevica - Gazebo Penguins
4. Senza Di Te - I Cani

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I Pinguini Non Sono I Cani Non Sono I Pinguini?: uno split venuto alla luce da una storia d’amicizia vera, di quelle che superano anche le spesse frontiere cibernetiche per poi fiorire in un solido rapporto di stima fraterna e reciproca. Ma tutto questo gossip avrebbe importanza se stessi scrivendo un articolo per Donna Moderna. Noi di Impatto Sonoro siamo più cazzuti e parliamo di musica.

Poche parole da spendere sulla collaborazione tra I Cani, reduci da un’annata d’esordio obbiettivamente piena di successo, di autografi e foto ricordo e i Gazebo Penguins, anch’essi superstiti di un 2011 che li ha visti spaccare legna, gengive e ossa, in giro per tutta Italia: solo quattro pezzi, due inediti a testa e due brani per dire quello che I Cani pensano dei Gazebo e viceversa.
“Asperger”
, prima traccia dell’Ep, è l’inedito de I Cani. Un pezzo senza troppe pretese e privo di tecnicismi, alla maniera della band romana, che mette in luce la peculiare e vivace ecletticità del frontman sul piano musicale, ma soprattutto su quello dei testi. Niente di più.
La seconda traccia del side A dello split è “Nevica”: tante distorsioni, sequenze di accordi rocciose e possenti, intrecci vocali alla Fine Before You Came e legnate sui denti. In casa Gazebo non si sbaglia niente.
Il secondo tempo dell’Ep si apre con “Senza di Te”, pezzo scritto dai Gazebo Penguins, riadattato da I Cani. Sono necessari molti ascolti per capire che questo pezzo non può essere capito. Sicuramente eccessivo ed estremo il riarrangiamento, che sradica il pezzo originale e lo porta lontano dal suo contesto, per riproporlo in chiave noise. I Cani si sono persi per strada.
Tocca ai pinguini, che ci deliziano con una creativa versione di “Wes Anderson”. Un intro lento e strascicato, quindici volte di “proprio come me e te!” e poi parte il pezzo chiave, quello in cui i pinguini si divertono a rimescolare le carte a I Cani, quello in cui fanno un concentrato de “Il Sorprendente Album d’Esordio Dei Cani” e ce lo ripropongono in una sorta di gioco verbale, in cui vengono intrecciati i testi dei pezzi presenti sull’album di debutto della band della capitale. E così “l’orribile Santoro” di “Perdona e Dimentica” diventa il “Santoro di Santo Stefano”. Il tutto è accompagnato da un letto di chitarre distorte e fill di batteria di marmo. Di certo, non migliore dell’originale, ma di gran lunga più efficace della traccia precedente dello split.

Buon lavoro per i Gazebo, qualcosa da rivedere per I Cani, che, tutto sommato, tornano a casa con una sufficienza piena.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Zi5_LENVGt8[/youtube]

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