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Matteo Costa – Sono Solo Matti Miei

2012 - Garrincha Dischi
pop/songwriter

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Tracklist

1. Hyde Park
2. Prima d'incontrarti
3. Senza vocali
4. Tu sei un fiore
5. Non è stato per caso
6. Elena contro tutti
7. Amore, vai
8. Come Frizzy Pazzy
9. Appeso per le mutande
10. Io senza Zoe ci ho provato
11. Dormire da te
12. Dammi la forza
13. Francesca e la rincorsa

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Matteo Costa è Matteo Romagnoli, che per l’esordio solista ha deciso di usare il cognome della madre. Alcuni amici lo chiamano Johnny da tempo immemore, ed è anche il fondatore della Garrincha Dischi, etichetta bolognese che ultimamente sta facendo parlare molto bene di sè. In pochi anni ha ampliato molto il proprio catalogo e circondandosi di persone e musicisti molto validi.

Parlo di gente che da anni suona, registra, carica la macchina e si gira l’italia per fare concerti, e ci sono persone talentuose come i 4 fiori per Zoe, LeLi (in entrambi suona lo stesso Matteo), 33 Ore e vari altri promettenti esordienti.
Con questo disco Matteo dimostra che non solo è bravo a fare i dischi degli altri, ma ha tenuto il meglio per sè. Gli arrangiamenti sono curatissimi, delicati e mai invasivi, si srotolano come tappeti su cui vengono appoggiati con attenzione testi e chitarre. Il fatto che sia bolognese si capisce all’ottava parola della prima canzone, quando c’è la prima zeta (“silenziose”) il che potrebbe richiamare alla mente gente tipo Carboni, Samuele Bersani o Cremonini, ma per fortuna le analogie finiscono qui.
C’è una cover di Cocciante (Non è stato per caso) che si integra perfettamente nel disco, tanto che senza averlo saputo sarebbe stato immediato attribuirne la paternità a Matteo. Ci sono anche alcuni momenti più ironici e scanzonati come Appeso per le mutande e Senza vocali. Alcune melodie ti si incollando addosso come scotch, ma raramente scadono nella banalità.
“Sono solo matti miei”
è un disco che si muove in angoli precisi dello spettro emotivo, raccontando storie di vita e amore -tutte molto personali, come preannuncia il titolo- con una sensibilità e una delicatezza che, proprio in quanto tali, non si concedono grandi slanci ed è forse questo il suo limite. Qualche momento di vigore in più gli avrebbe dato maggior completezza.

Rimane comunque un album fatto con intelligenza, le tematiche sono sottili e discrete, parlano di relazioni e sentimenti, raccontano un uomo che non ha paura di mettersi a nudo, mostrandosi insieme a tutti i propri dubbi. E a giudicare dalla quantità di nomi femminili tra le varie canzoni, direi che la cosa funziona.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=fytIrq32yJA[/youtube]

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