Menu

Recensioni

Gotye – Making Mirrors

2012 - Eleven/Samples'n'Seconds
art/pop/rock

Ascolta

Acquista

Tracklist

1.Making Mirrors
2.Easy Way Out
3.Somebody That I Used To Know
4.Eyes Wide Open
5.Smoke and Mirrors
6.I Feel Better
7.In Your Light
8.State of the Art
9.Don't Worry, We'll Be Watching You
10.Giving Me A Chance
11.Save Me
12.Bronte

Web

Sito Ufficiale
Facebook

Ho sentito per la prima volta la canzone di Gotye “Somebody that I used to know” alla radio e mi sono detto subito, ma chi è che canta? Questa voce molto simile a Sting, in alcuni tratti riconducibile anche a Peter Gabriel è cominciata ad entrare nella mia testa, ma anche a quella di molti ascoltatori di tutte le radio, visto il suo grande successo internazionale e soprattutto il fenomeno che ha creato il suo video su Youtube.

La curiosità però non poteva fermarsi al primo singolo e così ho deciso di saperne di più su Gotye e sulla sua musica. Questo trentenne di origine belga ma che vive in Australia da sempre, è già abbastanza famoso nel suo continente e in America e “Making Mirrors” è il suo terzo album. L’ascolto dell’album non è facile, non si può racchiudere la sua musica in un genere definito, in quanto si svaria da electro-pop a una tribal music, pezzi reggae e molte percussioni e brani molto cupi. C’è da dire però che i suoni sono molto studiati e portano l’ascoltatore a fare tuffi nel passato nel sentire xilofoni o suoni registrati da vecchi vinili o strumenti vintage. La ricerca con cui sono stati creati i suoni rende accattivante l’ascolto dell’album ma secondo il mio modesto parere questa ricchezza e particolarità, elemento positivo dell’album, vanno a comparare con una fin troppo disparata sequenza di generi. Oltre la famosissima “Somebody that I used to know”, dove lo xilofono si incrocia con un canto a due voci, degne di nota nell’album abbiamo “Easy way out”, canzone ricca di percussioni e buona potenza. In “Eyes wide open” si succedono percussioni ed una buona buona ritmica, e si scopre anche di più la voce dell’artista. In “Smoke and mirrors” ed in “I feel Better” arrivano suoni anni ’70 ed anche sonorità soul e blues. “In your light” ricorda molto “Faith” di George Micheal. “State of the art” ha addirittura sonorità reggae/dub. Un album monitematico può rischiare di annoiare, ma anche la troppa varietà di questo album può portare l’ascoltatore a non appassionarsi. Giudizio ovviamente soggettivo ma comunque positivo, soprattutto se si guarda cosa purtroppo offre la musica “pop” negli ultimi anni.

Sicuramente Gotye ed il suo album con i suoi “vecchi” suoni danno paradossalmente un’ondata incredibile di freschezza nel panorama musicale odierno e devo ammettere che il talento non manca. I paragoni con Sting, Peter Gabriel o Brian Eno sono sinceramente esagerati, ma senza ombra di dubbio questo artista ha veramente grandi doti ed originalità.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=8UVNT4wvIGY[/youtube]

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni

Close