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Adrenaline Mob – Omertà

2012 - Century Media
metal/alternative

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Tracklist

1. Undaunted
2. Psychosane
3. Indifferent
4. All On The Line
5. Hit The Wall
6. Feelin’ Me
7. Come Undone
8. Believe Me
9. Down To The Floor
10. Angel Sky
11. Freight Train

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E’ inutile girarci attorno: questo disco non convince.
Ebbene si, talmente è asettico e privo di sostanza, da lasciarmi alquanto incredulo e perplesso dopo ogni ascolto.
Avete presente quell’ espressione che vi si stampa in faccia quando qualcosa vi inorridisce e al contempo vi delude, e continuate a scuotere la testa in un vigoroso “no, è impossibile”?  Ecco, benvenuti nel mio stato d’animo e nel mondo degli Adrenaline Mob.

E pensare che i musicisti coinvolti sono tutti dei fuoriclasse: Mike Portnoy non ha di certo bisogno di presentazioni, storico ex- batterista dei Dream Theater, così come non necessita di alcun biglietto da visita, Russell Allen, singer dei Symphony X dalle eccelse qualità tecniche ed interpretative.
Tra gli altri, spicca a condurre gli assoli Mike Orlando, un asso delle sei corde, mentre Paul di Leo offre dal canto suo un buon lavoro al basso,  fornendo una solida base d’appoggio alle architetture sonore del resto della band.
Impossibile non avere aspettative con nomi di questo calibro, e infatti nulla da dire sulla prestazione di ciascuno, è gente con gli attributi che fumano; eppure questo debutto  mi lascia giusto la sensazione di “tutto fumo e niente arrosto”.
Troppo drastico? Può darsi, ma ci si aspetta di più dall’esperienza di chi vive di musica ormai da parecchie decadi e da chi ha contribuito a conformare l’heavy-metal col proprio talento. E’ altrettanto vero che non bisogna giudicare o illudersi del risultato di un lavoro, solo in virtù della tecnica di chi maneggia gli strumenti, tuttavia qualcosa non torna: sarà l’eccessiva leggerezza compositiva infusa in ogni track? Sarà il freno a mano tirato con la percezione di una certa paura o svogliatezza di fondo ?
A scanso di equivoci, qui non si parla di progressive – evviva i funamboli – metal:  le 11 tracce di questo “Omertà”  virano piuttosto verso un hard’n heavy diretto,  easy listening, con rocciose melodie southern, che fanno il verso ai Black Label Society meno “grassi” ed ispirati, il tutto shakerato con partiture saltellanti e grooveggianti , più vicine al nu-metal in stile Disturbed e Mudvayne.
A parole tutto ciò può risultare un’eretica accozzaglia di sonorità campate per aria,ma bisogna ammettere che il dream team in questione è riuscito nell’intento di amalgamare bene ogni singola influenza, senza però farlo con la classe che gli compete, col triste risultato di aver distillato un whiskey dai giusti malti, ma dal sapore incolore che si fa stantio a ogni sorso.
Ovviamente non tutto è perduto, non siamo dinanzi a dei pivellini che suonano in un garage nel doposcuola: ”Psychosane” è un pezzo carino (mio dio, carino?!) e il plauso va ai ruggiti istrionici di Allen, sempre più a suo agio nei registri leonini, “Indifferent”  se la cava, anche se a tratti sembra di ascoltare i Soil, e la cover dei Duran Duran “Come Undone” risulta essere la traccia più riuscita del lavoro, il che è tutto dire.
A fronte di ciò, il songwriting risulta scontato e senza alcun guizzo di originalità, vicino al baratro della noia nella maggior parte dei casi: “Freight Train”, dal vago sapore thrash, ha uno dei refrain più banali mai sentiti negli ultimi anni, roba che anche un bambino, ai primi growl nella culla, avrebbe potuto emettere con disinvoltura.
“Feelin’ Me” e “Down to the Floor” ti fanno quasi incazzare col primo malcapitato che passa, per via dell’inconcludenza che si avverte a ogni nota, e lo stesso vale per le due ballate “All On the Line” e “Angel Sky”, dal flavour  hard-rock, che alla resa dei conti, rappresentano gli ennesimi fillers messi appositamente per cercare di accaparrarsi le grazie del Dio Tedio.

Ora, che i ragazzi si siano divertiti a registrarlo è fuori discussione, peccato che di adrenalina vera e propria non v’è neanche l’ombra  e ciò che abbiamo è solo qualche sporadico accenno di groove, che passa in sordina e che risulta forzato come se il Papa dovesse ascoltare“Fucked With a Knife” dei Cannibal Corpse, con una pistola puntata alla tempia da una suora attempata.
Sarebbe “Omertoso” non dirlo, e quindi lo dico, avviandomi verso il martirio.
Questo disco non dice un cazzo.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=3SFsY_H7spQ[/youtube]

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