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[Photo-Reportage]: DEAD CAT IN A BAG – Cafè des Arts, Torino, 25 maggio 2012

A Torino piove, piove tantissimo. E’ venerdì sera e la primavera sembra solo il disegno su un quadro lontano. Le strade del centro sono bagnate e riflettono dolcemente la luce dei lampioni. Sotto i portici, la gente si muove frettolosamente per rintanarsi in qualche locale. Tra i mille posti che offre il centro della città vi è sicuramente il Cafè des Arts, un posto ideale per passare una serata mangiucchiando qualcosa e bevendo un birra in santa pace. Questa sera è l’ultima data promozionale del cd Lost Bags (clicca qui per leggere la nostra recensione) dei Dead Cat In A Bag.  Nel retro del locale c’è una saletta che sarebbe perfetta per spettacoli di cabaret o per concerti one-man-band in acustico. I Dead Cat In A Bag sono in troppi e il palco è ristretto. Sul palco ci sono chitarre, banjo, armonica, fisarmonica, mandolino, violino e percussioni.  La stanza ha anche una temperatura elevata complice le più di cinquanta persone accorse a sentire il gruppo. Se aggiungiamo che la formazione è inedita, il quadro è completo. Eppure Luca e gli altri tre portano a casa un buonissimo concerto. Sarà la loro teatralità, il loro cantautorato americano o la loro simpatia e modestia ma la serata passa velocemente, la gente ride, scherza, applaude. I problemi tecnici sembrano scomparire e mentre la pioggia diminuisce, loro continuano a sudare, ridere, suonare. Tra canzoni già presenti su Lost Bags, inediti e progetti vari, i quattro non si fermano mai quasi presi da un delirio collettivo. Il punto massimo del concerto arriva verso la fine quando eseguono The Clouds. Vi ricordate quando Pasolini “riassunse” l’Otello di Shakespeare creando la canzone Cosa Sono Le Nuvole cantata poi da Domenico Modugno? I Dead Cat In A Bag riprendono l’Otello e propongono questa particolare versione estremamente suggestiva. Un’altra canzone da tenere in considerazione è The Priest Is On The Stairs. Parte da una ninnananna spagnola e a forza di inserimenti di elementi blues diventa una murder ballad. Il tempo di un rapido bis, il sipario si abbassa e un’altra serata vola via.

a cura di Fabio La Donna

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