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MARTA SUI TUBI – Marina di Libri, Palermo, 1 giugno 2012

Un esclusivo e originale live set acustico dei Marta Sui Tubi, per l’occorrenza muniti di sola voce e chitarra, ha accompagnato una delle serate finali di Una Marina di Libri, evento che già da tre anni colora di editoria sottobanco le afose serate di inizio Giugno del capoluogo siciliano.

Cornice ideale è stata, come gli scorsi anni, il chiostro di Palazzo Steri, sede dell’Università di Palermo, qualche volta rifugio della buona musica e della sobrietà radical chic. Davanti a circa seicento persone tra editori in parte indipendenti, studenti e immancabili curiosi, il duo improvvisato e composto di Carmelo Pipitone e Giovanni Gulino ha portato sul palco un pezzo di storia della band bolognese. Invidiabile chitarrista l’uno e animale da palcoscenico l’altro, hanno esposto ai propri fans e non solo, visto il padrone di casa, un’intera lezione sui fondamenti della musica italiana indipendente degli ultimi anni. I primi cinque minuti lasciano senza fiato: Muscoli e Dei e Camerieri. La chitarra affonda nel rock per poi riapparire superba nell’intimo blues di Le Cose Cambiano. La voce di Giovanni si gonfia, neanche vedendola credi che 6 Dicembre esca dalla sua bocca. Introdotta dal motto “la cultura non si elemosina, ma si pretende” è La Spesa che tanti attendono, e neanche a questa ci credi. Nel frattempo il pubblico si è ingigantito perché, cazzo, i Marta Sui Tubi stanno soltanto strimpellando da mezz’ora e già fanno crollare le istituzioni. Stitichezza cronica è un velato omaggio alla teatralità di Mike Patton, meravigliosa. La chitarra di Carmelo lentamente atterra ne L’Abbandono e piano piano il delizioso folk di Vecchi Difetti chiude la serata.

I Marta Sui Tubi hanno certamente dimostrato in un’ora, come molti altri a dir la verità, che non è necessario allontanarsi dal Belpaese per coltivare la genialità.

a cura di Marco Sciarrino

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