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Metallic Taste Of Blood – Metallic Taste Of Blood

2012 - Rare Noise

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Tracklist

1.Sectile
2.Schizopolis
3.Glass Chewer
4.Bipolar
5.Maladaptive
6.King Cockroach
7.Cristal and Wounds
8.Fist Full of Flies
9.Twitch
10.Transverse

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Disco d’esordio per i Metallic Taste of Blood, super-gruppo formato da un quartetto di musicisti famosi per altri progetti, capitanati da Eraldo Bernocchi alle chitarre, Jamie Saft al pianoforte e tastiere, Colin Edwin (Porcupine Tree, No-Man) al basso e Balazs Pandi alla batteria. Il disco porta il nome dell’omonimo gruppo, scelta banale si può pensare, ma rende molto l’idea del “sapore” del disco. Non conoscendo il gruppo, mi sono interessato all’ascolto perché essendo fan dei Porcupine Tree ero curioso di ascoltare Colin Edwin in questo nuovo progetto e devo dire di essere rimasto sorpreso. Il disco è strumentale, i quattro musicisti sono diretti da Eraldo Bernocchi che con le sue chitarre e le sue idee porta il gruppo a suonare più generi e anche se l’impostazione del disco rimane sul post-progressive rock, si sperimentano suoni e provocazioni interessantissime e riuscitissime.

L’album si apre con Sectile, brano dove una drum-machine molto dark ed una chitarra distorta si lasciano attraversare da un lucido e pulito pianoforte che scorre con cromatismi altissimi di tonalità. Secondo brano è Schizopolis, dove abbiamo un’organetto che si inserisce come elemento di “disturbo” in un brano prettamente progressive. Anche per il terzo brano, Glass Chewer, ritroviamo un pianoforte che si mescola con una chitarra sporca e tremolante, il tutto accompagnato da una ritmica dove basso e batteria danno cadenze ben scandite, a metà del pezzo si passa ad una batteria jazz, intersecata sempre da un elegante pianoforte ed una bellissima chitarra tremolante. Altro pezzo degno di nota è Bipolar, che parte con una chitarra post rock, interrotta da momenti progressive. King Cockroach è invece a tutti gli effetti un pezzo Dub, dove troviamo una chitarra pulita e distorta ad alternarsi, come del resto si alternano i momenti prettamente dub a quelli più progressive. L’ultimo pezzo, Transverse, brano post rock, è secondo me la degna conclusione per questo magnifico album.

Definire i Metallic Taste of Blood con un solo genere è impossibile, la base è sicuramente un progressive rock, quasi post rock, ma la loro bravura e il coraggio nel rischiare la convivenza tra generi assai diversi come l’inserimento di pezzi Dub o Jazz va assolutamente premiata. Per questo, il nome dell’album, “il sapore metallico del sangue”, è riuscitissimo. Metallici ma caldi, duri e pacati, dolci e salati, mai banali e mai esasperati. Un disco che potrebbe mettere le basi per un nuovo genere. Sicuramente da ascoltare.

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