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Recensioni

Marilyn Manson – Born Villain

2012 - Cooking Vinyl
industrial/metal/rock

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Tracklist

1. Hey, Cruel World...
2. No Reflection
3. Pistol Whipped
4. Overneath The Path Of Misery
5. Slo-Mo-Tion
6. The Gardener
7. The Flowers Of Evil
8. Children Of Cain
9. Disengaged
10. Lay Down Your Goddamn Arms
11. Murders Are Getting Prettier Every Day
12. Born Villain
13. Breaking The Same Old Ground
14. You're So Vain

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Marilyn Manson e il bollito misto hanno in comune molte cose, oltre al colorito cereo dell’incarnato. Fondamentalmente si tratta della sensazione di affidabilità, di mancanza di sorprese. Nel caso di una proposta artistica divenuta nel corso degli anni stagionata e secolarizzata, fa un po’ specie percepire il Reverendo ormai come un dato di fatto mediatico, un tranquillo borghese della scena rock alternativa, lontano anni luce dall’ambiguo ed estremo figuro montato negli anni ‘90, a suon di scandali ed eccessi.

“Born Villain”, ottavo album in studio, è l’ennesimo disco firmato MM che non desta particolari stupore e/o interesse, nel bene e nel male. Il rinnovamento generazionale ha certamente assestato un colpo significativo alla popolarità di Manson, che oggi pare essersi accomodato su una proposta ben più sobria e lineare che in passato, e concentrata su scorrevolezza e appeal.
Messi dunque da parte gli ammennicoli horror oriented, Mr. Brian Hugh Warner continua a far leva sul lato più sexy e intrigante della sua figura, così come già avvenuto nei precedenti “Eat Me Drink Me” e “The High End Of Low”.
Il risultato è un non necessariamente disprezzabile insieme di canzoncine rock, tinte di industrial e rimandi dark-wave, nelle quali l’ovvia parte del leone è affidata alla voce di Marilyn, sempre dannatamente efficace e incisiva, anche quando tenta una dubbia manovra di avvicinamento al Bowie più ossianico (il binomio “The Gardener”, “The Flowers Of Evil”).
Gestire una tracklist di 14 brani mantenendo costante la qualità è impresa difficile, e infatti accanto a episodi piacevoli e convincenti, come “Hey, Cruel World…”, “No Reflection”, “Slo-Mo-Tion” e la pesantissima “Murders Are Getting Prettier Every Day”, trovano spazio anche dei riempitivi piuttosto anonimi e banali, quali “Pistol Whipped”, “Overneath The Path Of Misery”, “Lay Down Your Goddamn Arms”, nei quali si assiste un po’ esterrefatti al riciclo di soluzioni interpretative già utilizzate in tempi non sospetti, ma con ben altri esiti.
In linea di massima ciò che manca a “Born Villain” è la scintilla di brillantezza e unicità, derivante soprattutto dal corretto amalgama fra arrangiamenti strumentali e prestazione canora, rispetto al quale le chitarre di Ramirez, accompagnate dal basso di Sablan e dalla batteria di Sutter, appaiono sin troppo minimali, semplici e telefonate.

Oltre a chicche come la comparsata dell’amico Johnny Depp, alle prese con chitarra e batteria sulla cover di Carly Simon “You’re So Vain”, il dischetto in questione fotografa un Manson che, a discapito della buona forma, tira artisticamente a campare, limitandosi, in conclusione, a un susseguirsi di ottimi chorus separati da strofe non sempre all’altezza delle aspettative. Sufficienza stiracchiata.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=DOj3wDlr_BM[/youtube]

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