Nolatzco – Assalto Alla Luna

Nolatzco – Assalto Alla Luna
2012 - Psicolabel
rock/alternative

Tracklist

    1. BabyRivoluzione
    2. Tutto svanisce
    3. Educati al successo
    4. Abusivisness
    5. Assalto alla luna
    6. Speed
    7. Lullabymoon
    8. Signorina Diesel
    9. Un caos che ti assomiglia
    10. La ballata dei cuori intermittenti

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La fuga istintiva dei Nolatzco è quella di chi ,in questo mondo, si sente privato di tutto, di chi vede l’imminente fine (Speed) al posto del futuro in ogni raggio solare che seguirà all’ennesima notte. Dove, i pochi spiragli di vera luce entrano attraverso il sogno romantico della fuga in compagnia di un affetto (Assalto alla luna e Tutto svanisce) che si trasforma in fuga da un’ apocalisse (che è quello che c’è già). L’apocalisse della precaria quotidianità. Vita che diventa imprecazione e bestemmia, sdegno, voglia di rivoluzione ma anche l’amara consapevolezza di accettare la rassegnazione ad una sconfitta di fronte alla quale bisogna comunque trovare dei colpevoli, ben mimetizzati in mezzo a tanta superficialità(Condannati al successo). La luna potrebbe essere il posto giusto su cui approdare per tenersi lontano da tutto questo, e forse meditare. La rivincita del romanticismo?

Assalto alla Luna è il primo lavoro dei Nolatzco, gruppo con sede a Ferrara, formato da: Giovanni “Nanni” Fanelli, autore di tutti i testi, attuale bassista dei Rossofuoco di Giorgio Canali e già membro dei Quinto Stato ( band autrice di due interessanti album, l’omonimo -2003 e Le ultime tracce di Mr.Tango-2007), al basso e voce, Stefania Orioli al secondo basso, Diego Artioli alla batteria e il bravo Ivo Giammetta alla chitarra .
Dieci canzoni dirette e precise nel colpire i bersagli, ambientate in un contesto e in scenari da sopravissuti alla fine del mondo. Dove, città fredde, spoglie, grigio-metalliche e poco accoglienti, potrebbero ricordare gli scenari raccontati da Vasco Brondi(da sempre grande fan dei Quinto Stato di Fanelli).
Tracce abrasive come l’iniziale Babyrivoluzione, non lasciano dubbi su quanto Canali sia più di un punto di riferimento: un punto di partenza, sicuramente, ma non un punto di arrivo. Lo si capisce dal testo di Educati al successo, (…Grovigli di tette cosce e culi bocche rifatte cazzi duri e a natale l’intermittenza di 1000 alberelli vestiti da troia… nuovi maestri di vita, nuove religioni di plastica ma noi restiamo fedeli alla linea con coca cola light…), con la sferragliante chitarra suonata da Ivo Giammetta che si ripete nel veloce post-punk anti-cemento ad impatto ambientale zero di Abusivisness. Canzoni che farebbero un gran comodo a chi era rimasto deluso dal Canali di Nostra signora della dinamite e che il recente Rojo ha parzialmente riscattato. Qui troverete l’urgenza del Canali più incazzato, con il valore aggiunto dei vent’anni di meno.
Ancora fuga e ancora luna nel lento incedere dell’oscurità della darkeggiante Lullabymoon e nel mal di vivere di una città come Milano dove le opere di Cattelan diventano parte integrante dell’ arredo urbano nella finale La Ballata dei Cuori Intermittenti.
L’oscuro amore del terzo millennio di Un Caos che ti somiglia, costruita come solo Emidio Clementi ed i suoi Massimo Volume saprebbero fare, cozza contro la diretta, scollacciata e contagiosa Signorina Diesel, con il connubbio donne e motori che pare aver trovato un punto di accordo nel chorus che ti si stampa in testa: “inghiottito dalla fica, masticato e rigettato“.
I Nolatzco, nella loro opera prima che segue l’Ep del 2010, disegnano un ritratto crudo e poco edificante, ma estremamente reale del nostro habitat, imprigionato nelle sue contraddizioni politiche e sociali. Una zoomata sul quotidiano musicata in maniera cruda e tagliente, con la curiosa presenza dei due bassi che diventa sinonimo di pesantezza.

I Nolatzco, giovani figli dell’Emilia paranoica, lanciano il loro assalto alla luna, quarantatre anni dopo Armstrong. Ma siamo sicuri che la luna sia disposta a riaccogliere noi “immondi” essere umani? Una sanguinaria romantica rivoluzione.

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