ECLETTICA FESTIVAL vs (?) AMOR FOU – Roma, 17 luglio 2012

A poco più di 24 ore dal concerto degli Amor Fou a Roma, già si è parlato troppo di ciò che è accaduto.
Pubblicato il comunicato della band al quale è seguita la replica dagli organizzatori dell’ Eclettica festival, rireplicata a sua volta da Raina e compagni, tanto per mettere i puntini sulle i.
Noi ieri c’eravamo e vi diciamo cos’ è successo.
Arriviamo all’ex SNIA, luogo che ospitava la manifestazione, nel primo pomeriggio per intervistare il frontman della band Alessandro Raina. La zona palco è completamente da allestire e il check, previsto per le 15 è costretto a slittare. Rubiamo ad Alessandro il tempo di una piacevole chiacchierata ma quando andiamo via del check neanche l’ombra.
L’inizio del concerto previsto slitta ulteriormente.
Torniamo all’ex Snia alle 22.30: l’orario previsto per l’ingresso sul palco degli Amor Fou (22.45) non viene minimamente rispettato.
Sul palco ci sono ancora gli Eva Mon Amour che ci trattengono fino alle 23.30, non che la cosa non fosse piacevole visto il coinvolgimento e l’approvazione del pubblico. Fino a quel momento nessuna lamentela sul volume e il concerto è andato avanti in tranquillità.
Cambio palco e cambio strumenti: già i primi problemi, sembra che qualcosa non vada.
Gli Amor Fou salgono sul palco e iniziano con “La primavera araba” un concerto che lascerà l’amaro in bocca.
Dal palco arrivano ripetute richieste al fonico Max di alzare i volumi perché le spie di palco sembrano non dare segnali di vita.
Le richieste restano inaspettatamente e insolitamente inascoltate.
La gente inizia a lasciare il locale perché effettivamente l’audio è bassissimo.
Dopo 5 o 6 brani, alle 12.10 addirittura viene spento l’impianto. Ci giriamo e vediamo movimenti strani vicino al fonico ma non riusciamo a capire.
Noi che siamo nelle prime file riusciamo a sentire qualcosa, poco in verità. Sentiamo la viva voce di Alessandro Raina senza amplificazione. Tutto il pubblico si riversa davanti lamentandosi perché il suono nelle ultime file è pessimo. Il microfono di Giuliano Dottori completamente spento.
Raina e compagni continuano a suonare ma il suono esce solo dai monitor, ormai rivolti verso il pubblico.
Gli Amor Fou rassegnati lasciano il palco.
Riescono tra la gente e vengono presi d’assalto da chi chiede spiegazioni, chi, alquanto irritato, si lamenta per i km fatti a vuoto, chi vuole stringere la mano ad Alessandro per non aver mollato ed essersi letteralmente sgolato per farsi sentire.
Non è una questione di colpe e non siamo qui per puntare il dito su nessuno.
I ragazzi de Le Mura hanno fatto l’ennesimo gran lavoro portando a Roma una delle band più promettenti della musica nostrana e gli va dato atto. Già quest’inverno erano riusciti a regalarci un concerto in cui Alessandro ha presentato in anteprima quattro brani del nuovo album davanti ad un pubblico di fedelissimi per quello che è stato uno degli eventi più belli della stagione passata. Emanuele, Guglielmo e Marco mortificati si scusano per quanto è accaduto ma sono inermi di fronte a tutto ciò: hanno fatto il possibile. E, in fondo, non sono loro a doversi scusare.
Non resta che comprare il disco e aspettare il prossimo concerto romano, magari a Le Mura.