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[Photo-Reportage]: SPIRITUAL FRONT – Fabrique Du Cinèma, Roma, 17 luglio 2012

Partito da Torino per una gita fuori porta, approfitto della settimana libera per andare a vedermi gli Spiritual Front allo Spazio 900 a Roma. Mentre sono sul treno, mi viene in mente un loro concerto del 2004 a Pordenone, dove un simpatico David E. Williams inizia a muoversi sotto palco con una mega banana in bocca.

Finito il siparietto mentale e arrivato nella città eterna, mi dirigo nel luogo dell’evento in zona Eur con una cornice geografica molto bella. Il concerto s’inserisce al fine di una rassegna cinematografica (Fabrique Du Cinéma) che mi perdo in pieno poiché arrivo giusto in tempo per gli Spiritual Front i quali con il loro immaginario “cinematografico” sono perfetti come gruppo musicale della serata. C’è da raccontare una premessa prima di proseguire con la descrizione del concerto. La serata prevede anche un’apericena molto mondana con gente che non è lì per il concerto o per la rassegna cinematografica (entrambi gratuite) ma per mangiare e chiacchierare un po’. Molte di queste persone hanno seguito il concerto con rispetto e divertimento passando una piacevole serata con un gruppo sicuramente fuori da ogni schema. Altri, invece, se ne sono fregati altamente (a ragione o torto) e non a caso mi sono usciti più di dieci minuti di riprese con gente che parlava dei cazzi propri, si muoveva spingendo e rendeva confuso l’ascolto dei pezzi del gruppo. Per fortuna, anche se molto fastidiose, sono state situazioni al margine dell’evento e il live è stato più che godibile. I fans del gruppo, invece, sono stati tutti molto validi, conoscevano le canzoni e seguivano attentamente ogni parola di Simone. Quando parlo degli Spiritual Front, mi piace descriverli come l’anello mancante il tra il folk ruvido americano, il neofolk europeo e un pop alternative dal sapore internazionale. Nel sentire un disco come Rotten Roma Casino (clicca qui per leggere la nostra recensione) si percepiscono fino in fondo tutte le sfaccettature del gruppo e il loro consolidamento in una formula musicale sempre più vincente. Anche sul versante live sono degli animali da palco che si agitano, suonano, sono sicuri di se, scherzano molto e fanno tante hit come “Jesus Die In Las Vegas” o “Cold Love in a Cold Coffin”.

L’ora di esibizione sembra fin troppo poca per tutti, Simone si avvicina al microfono e con una battuta chiude il concerto. Un’altra serata è volata via…

a cura di Fabio La Donna

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