Glen Hansard – Rhythm And Repose

Glen Hansard – Rhythm And Repose
2012 - Anti
folk/rock

Tracklist

    1. You Will Become
    2. Maybe Not Tonight
    3. Talking With The Wolves
    4. High Hope
    5. Bird Of Sorrow
    6. The Storm, It’s Coming
    7. Love Don’t Leave Me Waiting
    8. What Are We Gonna Do
    9. Races
    10. Philander
    11. Song Of Good Hope

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“Rhythm And Repose” è il primo vero esordio solista per l’irlandese Glen Hansard, che questa volta in copertina ci mette volto, nome e cognome. Dopo ormai 20 anni di carriera musicale (passati assieme a The Frames e The Swell Season) e cinematografica (in “The Commitments”, di Alan Parker, 1991, e “Once”, di John Carney, 2006) molte cose sono certamente cambiate, nella vita del rosso crinito Glen (su tutte la fine del rapporto, sentimentale e professionale, con Markéta Irglová ), ma fra queste non rientra il suo approccio alla musica.

Infatti nei microsolchi di questo disco si ritrova sostanzialmente intatto il suo stile, intenso e raccolto, carico di emozioni e autobiografia. Similmente a quanto fatto dai colleghi Damien Rice e Josh Ritter, coi quali condivide il lascito della tradizione folk cantautorale britannica, elegante e minimale, classica e melodica, la nuova opera targata Glen Hansard punta tutto sulla componente emozionale ed espressiva, grazie a un indiscutibile talento nel riscaldare le composizioni, semplici ed essenziali, infondendovi tutta un’ampia gamma di sensazioni e atmosfere.
La logica leggermente autoreferenziale e talvolta manierista che sta alla base di questo discorso stilistico è un limite che il buon Glen cerca di aggirare, attraverso l’innesto di influenze vicine a certi Pink Floyd, Nick Drake e Van Morrison, grazie alle quali la sua musica guadagna parecchio, in termini di profondità e varietà.
E se rispetto ai The Frames qui viene fisiologicamente a mancare una certa immediatezza/irruenza rock, queste melodiche e malinconiche ballate metropolitane sanno comunque come avvincere e affascinare, grazie a ritmi semplici ma coinvolgenti, come le groovy “Talking With The Wolves” e “Love Don’t Leave Me Waiting”.
Altrove “Rhythm And Repose” mostra appieno il suo lato cantautorale classico, ribadito in brani genuinamente folk/soul, sostenuti da pochi arrangiamenti strumentali (“High Hope”, “Races”), ma che concedono ampissimo spazio alla voce di Hansard, che si fa al bisogno triste e fragile, oppure rabbiosa e quasi urlata, per comunicare tutta quella urgenza espressiva che l’uomo/artista porta dentro di se, in qualità di vero motore della propria esistenza.
Per chi scrive il capolavoro del dublinese rimane ancora la stupenda colonna sonora del già citato “Once”, nella quale, accanto a una“Falling Slowly” da oscar, trovavano spazio altre piccole grandi canzoni (una su tutte, “Say It To Me Now”), riprese e riarrangiate dagli altri progetti di Glen, in una sorta di compilation emozionale dalla toccante intensità emotiva.

Tali caratteristiche, seppur in misura minore e medi(t)ata, si riscontrano anche in “Rhythm And Repose”, buon disco folk-rock che, senza giungere a stupire, fotografa un Glen Hansard comunque di una buona spanna sopra la media del genere.

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