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Putiferio, Do Nascimiento/Gazebo Penguins/Verme, Shizune, Nicolas Joseph Roncea: Viaggio Al Termine Della Notte #5

“La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte”

Questa è una delle frasi più celebri del romanzo Viaggio al termine della notte, scritto da Louis-Ferdinand Céline nel 1932.
A volte, non è solo la vita a perdersi in qualche frammento della notte, ma anche la musica. Con l’avanzamento dell’era tecnologica, la quantità di uscite musicali è aumentata notevolmente, portando tutti i vantaggi e svantaggi del caso. Uno dei principali svantaggi è proprio quello di perdere tante piccole perle musicali nella notte della rete. La rubrica è quindi una riscoperta di tutto quello che nei giorni o mesi passati, non ha trovato spazio tra le pagine di Impatto Sonoro e che vi viene proposto come il biglietto per un lungo viaggio musicale. In ogni uscita parleremo di quattro tappe che riscopriamo assieme a voi. Non vi resta che partire e ricordarvi che la cocaina non è che un passatempo per capistazione.

A cura di Fabio Gallato.

Putiferio – Lov Lov Lov (Robotradio/Macina Dischi, 2012)
Certe cose nella vita vanno fatte così come lo dice il cuore. Devono averla pensata così i Putiferio dopo anni di nebbia e grigiume industriale nella periferia padovana. “Lov Lov Lov”, seconda prova dopo l’ottimo “Ate Ate Ate” uscito ormai quattro anni fa, è un’autentica bomba confezionata ad arte con 8 pezzi rabbiosi e devastanti, isterici e malvagi, capaci di deflaglare ad ogni filo tirato senza pensarci, sia quello rosso del noise più spinto e finalmente intelligente, sia quello blu del math rock da maschi alfa. Urgenza, rabbia, talento puro e classe cristallina nel suonare incubi che parlano di amori che più che arrivare se ne vanno e fanno male: i Putiferio, di nome e di fatto, fanno maledettamente sul serio e macinano chilometri su chilometri di decibel per strapparvi il cuore a sangue freddo.

Do Nascimiento/Gazebo Penguins/Verme – Splittone Paura (To Lose La Track/Two Two Cats/Que Suerte!/Neat is Murder, 2012)
“Splittone Paura” è l’incontro tra Do Nascimiento, Gazebo Penguins e Verme, ovvero tre realtà fondamentali dell’ormai famigerata ondata di nostalgia emo che sta scalfendo la Scena, finalmente di nuovo con la S maiuscola. Due pezzi a testa ed è normale cascare nel facile giochino di tirare le somme: stravincono i Gazebo Penguins, che stavolta non hanno neanche il bisogno di alzare le voci e, anzi, mettono bene per iscritto che se non sarà solo nostalgia passeggera, i 3 Pinguini saranno sicuramente i protagonisti di un futuro bello e luminoso per tutti. Sui consueti standard i Verme, si confermano i Do Nascimiento, nonostante manchi la freschezza e la sorpresa dell’esordio che ci aveva fatto tanto innamorare. Un dischetto che suona tanto come una testimonianza scritta di come sia ancora bellissimo fare musica nel 2012. Si scarica gratis qui.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=BmP3yBVPExc[/youtube]

Shizune – Shizune (Autoproduzione, 2012)
Difficile non rimanere spiazzati di fronte alla proposta degli Shizune, quintetto proveniente da Vicenza e dedito ad un impeccabile post-hardcore macchiato fortemente di screamo. 7 pezzi cantati in 3 lingue diverse (inglese, italiano e, udite udite, giapponese) e suonati con l’intensità e la perizia dei veterani fanno dell’ep d’esordio dei cinque vicentini un piccolo gioiello da non tralasciare assolutamente. Tragici e malinconici quanto basta, rabbiosi ed energici fino a fare male, gli Shizune, pur limitando ogni pezzo ad una deflagrazione controllata di meno di due minuti, curano ogni dettaglio, dagli intrecci di chitarre all’instancabile sezione ritmica, dall’espressività delle liriche all’intensità delle voci che li urlano con la passione di chi con la musica vuole scrivere un pezzo importante della propria vita. E se le premesse sono queste, gli Shizune non avranno certo difficoltà a segnare le loro e le nostre vite.

Nicolas Joseph Roncea – Impossible Roncea (Yo! Netlabel, 2012)
Già nei rumorosissimi Io Monade Stanca e Fuh, Nicolas Joseph Roncea se ne usciva in silenzio nel 2009 con l’esordio solista “News From Belgium”, ottimo condensato di folk minimale e malinconico. Il bis tre anni dopo con “Impossibile Roncea”, ep di 5 pezzi che bissa e, se possibile, supera le buonissime impressioni dell’esordio. Le atmosfere sono ancora quelle di chi cerca di scavare nella pelle per trovare un’intimità che difficilmente si concilierebbe col di fuori. Figlio lontano di Elliot Smith, Sufjan Stevens o il Bon Iver degli esordi, Roncea impreziosisce e colora i suoi bozzetti acustici con inserti elettronici e rumoristici degni dei The Books o Perfume Genius. “Impossible Roncea” scivola via tra estatici cambi di atmosfere, sognanti attimi di sperimentazione e la convinzione sia durato tutto troppo poco. Si scarica qui.

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