Nachtmystium – Silencing Machine

Nachtmystium – Silencing Machine
2012 - Century Media/EMI
black/metal/psych

Tracklist

    1. Dawn Over The Ruins Of Jerusalem
    2. Silencing Machine
    3. And I Control You
    4. The Lepers Of Destitution
    5. Borrowed Hope And Broken Dreams
    6. I Wait In Hell
    7. Decimation, Annihilation
    8. Reduced To Ashes
    9. Give Me The Grave
    10. These Rooms In Which We Weep

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“Assassins” (2008) e “Addicts” (2010), le due parti che assieme compongono il progetto “Black Meddle”, sono stati album nei quali libertà espressiva, sperimentazione e ricerca sonora hanno rappresentato lo scheletro di un’architettura musicale che, senza rinnegare lo USBM delle origini, si è imposta come uno dei più originali, validi e memorabili percorsi artistici nel genere black.
La via intrapresa dai Nachtmystium negli ultimi anni, fatta di contaminazioni stilistiche post-core, psych-rock e ambient-drone (indubbiamente merito anche dell’operato di Sanford Parker), ha destrutturato il concetto stesso di black come contenitore chiuso, mostrando, al contrario, come sia possibile cambiare un genere dall’interno, non inventando nulla di nuovo, ma riprendendo concretamente la lezione dell’illustre passato rock, da metà anni ’60 in avanti.

Lo spirito individualista di Blake Judd, vero nucleo fondante della band, è per altro sempre stato incline alla sperimentazione, come le sue varie collaborazioni e partnership artistiche hanno dimostrano, in primis col supergruppo Twilight, che proprio in questi giorni ha arruolato niente meno che Thurston Moore (Sonic Youth) alla chitarra, a completare una line-up stellare, attualmente formata da Judd, Aaron Turner (Isis, Old Man Gloom), Sanford Parker (Minsk, Buried At Sea), Wrest (Leviathan, Lurker Of Chalice), Imperial (Krieg) e Stavros Giannopoulos (The Atlas Moth), al lavoro sul successore dell’ottimo “Monument To Time End” (2010).
Inevitabile dunque l’altissimo hype attorno al nuovo “Silencing Machine”, chiamato a confermare il ruolo centrale dei Nachtmystium nella scena black mondiale. L’opener “Dawn Over The Ruins Of Jerusalem” fornisce subito indizi piuttosto chiari sul nuovo corso della band, che, forse assecondando un fisiologico movimento di reflusso, da alle stampe un lavoro diretto, crudo e molto black oriented (“Decimation, Annihilation”, “Reduced To Ashes”).
L’atmosfera feroce e intollerante che si respira riporta alla mente “Instinct: Decay” (2006), album nel quale il tradizionale sound USBM del gruppo americano raggiunse il suo apice qualitativo, prima della già ricordata stagione sperimentale. Più che un mero ritorno al passato (o meglio, back in black), il disco riscatta il ruolo centrale delle loro radici stilistiche, sia a livello musicale che concettuale, proponendo una colata di oscurità grezza e tagliente, che trova nelle chitarre di Blake e Drew Markuszewski (Avichi ed ex Von) la sua ragione d’essere.
“Assassins” e “Addicts” non sono stati però del tutto accantonati, e la loro matrice espressiva anima e colora le riuscitissime “And I Control You”, “Borrowed Hope And Broken Dreams” e “Give Me The Grave”, di certo tra i brani migliori del disco, il cui relativo ritorno all’ortodossia metallica sottrae senza dubbio qualcosa, in termini di entusiasmo e persistenza.

Ciò nonostante il bilancio generale di “Silencing Machine” è sicuramente positivo, e si può inserire nella carriera dei Nachtmystium come uno dei necessari lavori di transizione, che fanno da fondamentali raccordi fra le diverse stagioni creative di un gruppo, sempre teso, nel proprio presente artistico, al raggiungimento del miglior risultato comunicativo ed espressivo possibile.

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