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Marco Notari – Io?

2012 - Libellula
pop/rock/songwriting

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Tracklist

1.Io?
2.Le Stelle Ci Cambieranno Pelle
3.La Terra Senza L'Uomo
4.Dina
5.Hamsik
6.Io, Il Mio Corpo e L'Inconscio
7.L'Invasione Degli Ultracorpi
8.Apollo 11
9.Canzone D'Amore E D'Anarchia
10.Io? - Reprise

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Si sa, è l’anno dei cantautori, le schitarrate sulla spiaggia sono molto di moda, ma come si fa a capire chi sia diverso dagli altri? chi non cerca di copiarsi? chi, pur restando nella sua personalità musicale, vuole distinguersi?

Beh, il compito è abbastanza soggettivo, i gusti son gusti e nella musica il ”brutto” e il ”bello” a quanto pare, non esistono.
Marco Notari, appunto, è uno strano fenomeno nel panorama contemporaneo musicale; sì, perchè fa la sua musica, lascia i suoi pensieri al vento e raccoglie vasti consensi, proprio perchè non si preclude a nessuno, si dona a tutti, come se non potesse dare un nome al suo genere musicale, come se volesse dire ” io sono qui, ascoltatemi, tutti”.
Ebbene, questo disco, composto da 10 tracce, non lascia dubbi, vuol raccontare ogni cosa, vuole farlo con dei suoni strani, che hanno la mano (evidente) del missaggio di Taketo Gohara e dei testi di Notari: soffermandosi proprio sui suoi testi, infatti, essi non sono complicate parafrasi di poesie mentali, ma parole reali, romantiche, consce di sè e anche sognanti. Una delle cose che mi ha colpito di più in questo disco sono i cori, realizzati dallo stesso Notari, che sembrano portarti sulla luna, echi lontani di parole che devono sentirsi ovunque nel mondo.
E’ un disco che vanta collaborazioni con: Dario Brunori, Giorgio Boffa, Tommaso Ceraiolo e lo stesso Gohara ai piatti e maracas; è arricchito quindi da veri talenti, che con il loro apporto hanno reso questo lavoro ancora più particolare.
Credo che il brano più9 significativo di tutto il disco sia Canzone d’amore e d’anarchia, una poesia, semplice, diretta, che non parla solo d’amore, ma anche di giustizia, di guerra, di false potenze e di come tutto questo può essere combattuto solo con la forza dell’amore. Inoltre, un tasto di pianoforte riecheggia durante tutto il brano e suoni striduli perseguitano le parole in un crescendo emotivo.

Se dovessi pensare di definire questo lavoro con due parole, sceglierei completezza e varietà, che in un certo senso sono subordinate tra loro e omonime; viaggiando attraverso ogni traccia troviamo vari suoni, alcuni più prettamente rock, altri caratteristici del cantautorato italiano, altri ancora più pop, ma è tutta una continua sorpresa, dalla quale non ci si può sottrarre se si ascolta questo disco.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=pik68jWRerw[/youtube]

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