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Cat Power – Sun

2012 - Matador
pop/folk/wave

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Tracklist

1. Cherokee
2. Sun
3. Ruin
4. 3,6,9
5. Always on My Own
6. Real Life
7. Human Being
8. Manhattan
9. Silent Machine
10. Nothin But Time
11. Peace and Love

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In sei anni possono succedere tante cose. A Chan Marshall sono successe e il frutto lo abbiamo tra le mani: scotta, disturba, raggela, in certi punti è perfino fascinosamente invitante, alcuni morsi sono anche nauseabondi e scaduti da un pezzo ( 3,6,9 è fastidiosa, i dieci minuti di Nothin But Mine sono una lungaggine mal sopportabile, interrotta solamente dalla voce di Iggy Pop).

Nel 2006 usciva il suo ultimo album di studio The Greatest (il disco soul, quello della maturità si disse) cui fece seguito nel 2008 il suo secondo capitolo di cover Jukebox, dove metteva in fila tutte le sue influenze. Nel frattempo, Cat Power, oltre al classico taglio di capelli dopo essere stata abbandonata dall’uomo della sua vita (la foto di copertina è comunque di qualche anno fa), ha raggiunto quell’età -i miei primi 40 anni- che per una donna sono un crocevia non di poco conto, fatto soprattutto di nuovi inventari mentali e fisici ( Cat Power sembra ancora la ragazzina ventenne del debutto Dear Sir-1995 ). Ha poi girato tanti studi di registrazione: a Malibu, Parigi e Miami, in solitaria, sì perché tutto quello che esce da Sun è suo, con il solo aiuto in produzione di Philippe Zdar (Cassius). Un parto travagliato anche questo disco, ma una dimostrazione di completo controllo sulla sua arte che sembra servire ad infondere fiducia, più a se stessa che al mondo che la circonda. Un ritorno a casa e in se stessa (Ruin). La classica nuova (altra) rinascita (Sun).
Quello che ne è uscito musicalmente è completamente diverso da quello che vi aspettereste da lei. Dell’ Indie-folk è rimasto veramente poco, ma è quel poco che tiene ancora su la baracca. Sono rimaste le liriche, quelle sì, sempre estremamente personali e introspettive. Tutte le cicatrici del passato: infanzia, depressione, alcol, perdite umane, aborti e crisi personali di varia natura sono ancora lì, magari ben nascoste sotto ad un enorme cerotto color pelle, ma è una lunga cicatrice che nessun laser e nessuna maledetta macchina elettronica riuscirà mai a cancellare. E di elettronica il disco è saturo, seppur usata in modo spesso parsimonioso, salvo alcuni casi in cui scappa troppo la mano.
La melodia di Cherokee che apre il disco, il soffice tappeto su cui si adagia Sun, il lento incedere elettronico di Always on my own, la stessa Nothin but mine sembrano lanciare un grido di sopravvivenza (anche di velato ottimismo) e appartenenza: questa sono io e questo il mio mondo!!! Never knew love like tris/The wind, moon, the earth, the sky/Sky so high/Never knew pain like tris/Everything die, then die/Never knew love like tris/The sun, the sea and I/Never knew pain, never knew shame/Now I know why” da Cherokee
Anche quando la dozzinale drum machine DIY di Manhattan irrompe evocando gli incubi danzerecci degli anni ottanta (chi li ha vissuti in diretta sa di cosa parlo), la voce di Chan sembra riportare tutta la concentrazione sulla melodia e le parole, un po’ meno in 3,6,9 e Real Life, che sembrano vecchie appena nate, e qui purtroppo non c’è nulla che riesce a salvarle. Giocare con l’elettronica è spesso un azzardo.
Allora meglio quando affiora un po’ del passato: piacciono l’arpeggio acustico in Human Being, il pianoforte e l’approccio pop, quasi da tormentone di Ruin; Silent Machine, chitarra elettrica circolare e quasi industriale e mood elettro/soul, voce più calda e rassicurante, spezzata solamente a metà brano dagli effetti dell’auto-tune; e la finale Peace and Love sulla falsariga della prima con un incessante “na…na…na…na…“ che incuriosisce in modo funzionale e lascia trasparire arcobaleni di ottimismo.
Un lavoro onesto e personale, come sempre, ma che musicalmente funziona a metà.

Ascoltando il disco, mi è spesso venuto in mente l’approccio creativo dell’ultimo Blues Funeral di Mark Lanegan. L’unica differenza: Lanegan rientra tra i miei dischi dell’anno. Quello di Cat Power, No. I perché ve li spiego un’altra volta.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=_nl3Oo4-IQ4[/youtube]

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