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ManzOni – Cucina Povera

2012 - Garrincha Dischi
cantautorato/post/rock

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Tracklist

1.Mario in diretta TV
2.Dal diario, a mia madre
3.Scusami
4.Ed ecco l’alba
5.Una garzantina
6.A mio padre
7.Dimmi se è vero
8.In Toscana
9.La strada

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Le mie aspettative post esordio e successivo ep erano talmente alte che mi hanno portato, lo ammetto, ad avvicinarmi a “Cucina povera” diffidente ed un filino prevenuto. Probabilmente temevo di vivere la ahimè frequente “crisi del 2° album” che, esattamente come quella sentimentale dei 7 anni, causa delusione e rabbia e porta inesorabilmente ed ineluttabilmente alla rottura.

Fortunatamente, una volta tanto i miei timori sono rimasti tali: già dopo pochi ascolti “Cucina povera” si è infatti rivelato come un grandissimo album, sincero, semplice ed in grado di affrontare e mettere in tavola sentimenti ed emozioni con una vividità ed una sensibilità tali da riuscire ad emozionare e lasciare contestualmente basiti ad ogni ascolto.
Ciò in cui i ManzOni riescono magnificamente è miscelare la freddezza e se vogliamo l’impersonalità delle sonorità post – rock con l’umanità ed il calore tipiche del cantautorato, evitando che l’una prevalga sull’altra e riuscendo così a crearsi un proprio habitat sonoro, assolutamente unico nel palcoscenico italiano e non solo.
9 tracce una più bella dell’altra e che, pur raccontando storie differenti, sembrano remare tutte nella medesima direzione ossia verso quell’autenticità e genuinità tipiche di una volta, quando il pane era senza sale ed i sentimenti e gli avvenimenti che si provavano e vivevano, non necessariamente in prima persona, avevano come primo e principale riferimento l’essere umano in quanto tale.
E così mi sono emozionato come mai ascoltando “A mio padre”, delicata e dolce canzone d’amore che un figlio dedica al proprio padre, o meglio al ricordo che ha di quest’ultimo, con un testo tanto semplice quanto toccante e che porta penso chiunque a riflessioni su ciò che è stato, è e sarà il legame con la propria figura paterna. Sempre emozioni ma di segno opposto con “Mario in diretta tv”, potente ed attuale affresco della precarietà di un padre operario che soffre, impreca e lotta non tanto per la propria condizione quanto per il futuro che potrà lasciare al figlio laureato in filosofia.
Tra l’amore e la rabbia, il pezzo a mio avviso migliore ovvero “Una garzantina”, dove il celebre e vintage dizionarietto tascabile simboleggia le difficoltà comunicative che la coppia in questione vive ogni giorno a partire dalle cose più semplici, come il risveglio e la colazione, il tutto narrato su un inaspettato tappeto sonoro ritmato e quasi al limite del pop.

Album dell’anno. Punto.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=uKmG94MDbFc[/youtube]

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