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Goat, Big K.R.I.T., Condre Scr: Viaggio Al Termine Della Notte #11

“La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte”

Questa è una delle frasi più celebri del romanzo Viaggio al termine della notte, scritto da Louis-Ferdinand Céline nel 1932.
A volte, non è solo la vita a perdersi in qualche frammento della notte, ma anche la musica. Con l’avanzamento dell’era tecnologica, la quantità di uscite musicali è aumentata notevolmente, portando tutti i vantaggi e svantaggi del caso. Uno dei principali svantaggi è proprio quello di perdere tante piccole perle musicali nella notte della rete. La rubrica è quindi una riscoperta di tutto quello che nei giorni o mesi passati, non ha trovato spazio tra le pagine di Impatto Sonoro e che vi viene proposto come il biglietto per un lungo viaggio musicale. In ogni uscita parleremo di quattro tappe che riscopriamo assieme a voi. Non vi resta che partire e ricordarvi che la cocaina non è che un passatempo per capistazione.

A cura di Fabio Gallato.

Goat – World Music (Rocket, 2012)
Viene da Korpilombolo, nell’estremo nord della Svezia questa autentica bomba: “World Music” dei Goat è musica animista figlia di una leggenda che vorrebbe gli abitanti del pittoresco e glaciale paesino scandinavo colpiti da un’antica e leggendaria maledizione che ancora oggi li porta a sottostare con dedizione a riti voodoo che un gruppo di crociati in tempi non sospetti aveva bandito con tutti i roghi e le censure del caso. Al di là dell’immaginario mitologico rispolverato forse più per comodo che per convinzione, il giovane collettivo scandinavo si addentra in un sorprendente delirio psico-kraut-esoterico, ora scuro, grezzo e inquietante, ora festoso, danzereccio e casinaro. Non la solita cafonata terzomondista o la classica fricchettonata equo-solidale: furbi o accattoni quanto volete, i Goat giocano alla grande con l’impatto e la freschezza di una proposta musicale che risulta esaltante e convincente in tutti e 9 gli episodi di questo esordio, convincendo anche il più duro degli scettici che di sciamani nel 2012 abbiamo ancora bisogno.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=keAwK766Ek0[/youtube]

Big K.R.I.T. – 4Eva N a Day (Autoproduzione, 2012)
Saggiamente defilatosi dalla caciara tamarra dell’ultimissima ondata hip-hop statunitense, fatta più di diatribe e volgarità ostentate che di altro, Justin Scott, in arte Big K.R.I.T., sventola fiero e ben saldo il vessillo della tradizione: “4Eva N a Day” non è altro che una sincera dichiarazione d’amore ai propri eroi di gioventù (Outkast, Scarface e via dicendo), rimasti al loro posto anche in tempi più maturi. È un lavoro semplice e pregiato, forse un po’ troppo ancorato a riferimenti d’obbligo, ma sicuramente piacevole nonostante manchi il guizzo decisivo per avvicinarsi all’Olimpo. L’ideale per chi cerca un bel trattato di hip-hop senza cazzi turgidi e dance floor affollati.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=8R2miC4NP78[/youtube]

Condre Scr – You Are A Genius (Oxide Tones, 2012)
A 6 anni dal debutto “Jar Marsen”, i post-rockers berlinesi Condre Scr smentiscono chi li dava per dispersi: il secondo lavoro “You Are Genius” li re-inserisce con prepotenza nella nutrita schiera delle belle speranze del genere. Distanti da costruzioni intricate e impegnativi grovigli di chitarre, i nostri danno vita ad un’opera dilatata e trasognante, un viaggio intenso e romantico alla scoperta di un universo emozionale fatto di malinconia e inquietudine. Sulla scia degli ultimi Mono, i Condre Scr puntano sull’epica rilassata e sulla semplicità ipnotica, tratti fondamentali delle 8 tracce che compongono “You Are A Genius”, disco incredibilmente spoglio di orpelli e trovate ad effetto che si mantiene sempre su standard di attenzione e coinvolgimento elevatissimi.

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