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Flying Lotus – Until The Quiet Comes

2012 - Warp
elettronica

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Tracklist

1.All In
2.Getting There
3.Until The Colours Come
4.Heave
5.Tiny Tortures
6.All The Secrets
7.Sultan's Request
8.Putty Boy Strut
9.See Thru To U
10.Until The Quiet Comes
11.DMT Song
12.The Nightcaller
13.Only If You Wanna
14.Electric Candyman
15.Huger
16.Phantasm
17.Corded
18.Dream To Me

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Steven Ellison (in arte Flying Lotus) è, forse, l’unico producer al mondo capace, tramite futuristiche e sommesse scariche elettriche, di restituire battiti afro, soluzioni primordiali, vibrazioni jungle.

“Until the quiet comes” viene percorso per intero da una corrente di quiete rumorosa, caos calmo, in cui hanno un retrogusto ferroso anche le ancestrali percussioni; le origini dell’artista di colore americano (nipote di John e Alice Coltrane, particolare da tenere a mente) riemergono in un tripudio di assaggi jazz, blues, funk, soul; samples estratti dalla profondità più remota del fulcro della cultura nera, e stesi su di un variopinto tappeto elettronico. Il tutto viene condito, in particolar modo nelle prime battute dell’album, da atmosfere fantastiche e surreali; ne sono testimoni la melodia incantata e delicata di “All in”, la voce celestiale di Niki Randa (prima parte, per lei, di un’eccelsa collaborazione) che viaggia sulla rapida cassa costante in “Getting There”, i suoni subacquei e cristallini di “Until the colours come”. “Heave(n)” ci trascina, scortati dai suoi tamburi, in una giungla paradisiaca e tribale; “Tiny Tortures” pizzica maliziosamente le corde tremanti che si fanno spazio in un sottobosco techno minimale; l’intrigante “All the secrets” intreccia con maestria campionamenti di note di piano per poi affogarli in un mare agitato e cibernetico. A questi sapori variegati si aggiungono le reminiscenze dubstep e bass music degustate in “Sultan’s Request”, per arrivare alla puerile cantilena robotica “Putty boy strut”, perfetta per accompagnare i primi passi di un baby robot (per capire, vedi il video).
Da “See thru to u”, attesissimo featuring con Erykah Badu, si cambia registro, e si può notare l’irruente insinuarsi di soffuse ambientazioni jazz, funk, fusion, presentate dalle calde tonalità vocali della ormai celeberrima cantautrice statunitense. Viene chiamato in causa il bassista Thundercat, per mettere su l’angelica “DMT song”, dove gli effetti della sostanza citata nel titolo vengono allusi dal coro psicotico ed evanescente. “Only if you wanna” è un breve, inquieto e sotterraneo stacchetto groove, che ci porta per mano ai ritmi dance ed ai synth anni settanta (anticipati nella spaziale “Nightcaller”) di “Electric candyman” (altrettanto invocato featuring con Thom Yorke dei Radiohead): un brano, inizialmente, electro-funk che scivola dolcemente nel jazz puro, in un finale pregnante in cui il contrabasso la fa da padrone.
Finale col botto con la malinconica “Hunger” (feat. Niki Randa), l’onirica “Phantasm” (feat. Laura Darlington), le soffocate esplosioni digitali di “me Yesterday//Corded” e l’emblematica “Dream to me”.

Flying Lotus produce beat evocativi, ambient, accattivanti; lounge e soft all’occorrenza, danzerecci e coronati dalle tastiere elettriche in altri momenti. Il loto volante crea, con suggestivi ed esplicativi rumori, singolari e fantasiosi microcosmi abitati dai propri microrganismi con la loro vita a parte; ogni suo brano racconta una storia, regala un’istantanea di un scenario diverso. E, tutto ciò, solo con l’aiuto di un campionatore. Artista da scoprire e riscoprire.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=-pVHC1DXQ7U[/youtube]

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